Lavoro, son l’operaio di me stesso
scrivo,
sono il poeta di storie sbagliate.
Respiro,
respiro aria mista a ingordigia,
mista a merda e respiro,
ma respirando spero.
Leggo,
leggo di voi, leggo di noi
operai
e silenziosamente scrivo.
‐Vincent cernia‐
2 novembre 2013
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