E che la nave sia quasi affondata?
Mi affaccio alla finestra
e vedo la prua dileguarsi tra gli alberi.
Il Maggio odoroso invade la stanza
e i giorni si fanno Eco
di tintinnii lontani.
Possiedo Magie nascoste e tradite.
Coprirsi di Edera come muri invecchiati al sole.
Aggiustarsi tra i mattoni come il grano di Giugno nei solai.
Arriverà la Stagione
Le colline aggrappate a silenzi di sonni dimenticati.
Vie affascinate da passi rumorosi.
E la vita in strada si riversa
come sangue nelle vene.
Capacità distanti.
Mute diversità.
11 marzo 2008
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