Nel buio fermo
di marzo dei due venti
circolava il silenzio
i palazzi fermi non respiravano
l'aria ibernava.
Gli spavaldi dell'epoca rintanati
muovevano finte ribellioni con musiche cruciali, a volte banali
si trastullavano ingozzandosi sereni nelle loro ampolle foderate
estensori del nulla di erano ritirati.
Loro, i timorosi animali custodi dell'ordine
accennavano a riapparire
genuini confinati ai ghetti del mondo
riconquistavano gli inaccessibili campi e i profanati mari.
La terra riposava
senza scelta
per poco
fino alla ricomparsa totale della più feroce ed innominata bestia.