Mi amo e non lo so
Mi celai nell’ombra infranta dei giorni,
scordando il lume che ardeva nel petto,
eco sopita di labbra disgiunte,
canto di cera che il vento disperso ha.
Sfiorai il mio volto su specchi di nebbia,
nelle albe di vetro in cui il tempo si frange,
ero onda che il mare non osa chiamare,
ero il ramo che il cielo non sa.
Eppure, nel grido dell’acqua sotterra,
nel palpito muto dei semi segreti,
ero la voce che il buio scolpisce,
ero la fiamma che tace e che sa.
Mi amai nel silenzio di stanze deserte,
nell’ombra di passi che mai si voltavano,
nel verbo mai detto, nel nome non scritto,
nell’oro profano di un’anima orfana.
E ora mi cerco nel fondo dei giorni,
nelle vene dei fiumi che scorrono ciechi,
nel seme che esplode da terre ribelli,
nel tempo che torna e che mi amerà.