Orgoglio e Pregiudizio

Oh, fulgida aurora che l’anima invade,
col tuo sguardo fendi le tenebre fiere,
eppur t’ergi altera, scettro di rade
speranze celate in pallide schiere.

Qual mare ribelle che sfida tempeste,
il mio cuore s’affanna nel vano cimento,
ché l’orgoglio si staglia su torri funeste
ove il vento dell’ira consuma l’argento.

Eppur, dolce amore, se il sole t’invita
a sciogliere il gelo che avvolge i pensieri,
vedrai che il pregiudizio si fa veste ardita
di sogni dischiusi tra petali veri.

D’un tratto si spezza l’ardita catena,
svanisce il timore in un soffio di luna,
e l’eco di un bacio, promessa serena,
disvela l’incanto d’un’alba opportuna.

Così, nel chiarore di un fato incline,
ci incontreremo, redenti e leggeri,
ove l’orgoglio, di gloria vestigine,
si inchini all’amore, signore dei veri.