La lontananza di questo
oro del giorno che misura il cielo
sulle frontiere di marmo
è diventata viva come
una montagna invincibile.
La mia voce ha lavato il confine
con una seconda lingua
e dice dell’incolore del tempo
e delle carcasse dei meli,
dei mari lasciati nel viaggio
in un incompiuto di
passaggi segreti.
Da ogni fonte scaturisce
la siccità molteplice delle distanze,
il giorno passerà con le sue ali di roccia
e infine il fiume
parlerà con la mia voce
tra le sue
correnti di nostalgie.
7 gennaio 2014
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