Sono fiume che non avrà piena,
in me non c'è un letto che venga
disfatto dai pianti. Sono cava,
ma non basta una fame, l'attenzione di settembre
al tino inaridito, patrigno di vinacce che l'esilio non riconosce.
Ieri mi hanno catramato il ventre, non cercare una bocca alla pioggia:
la seminatura farà ressa di sale dove volevo sequenza alla mia carne.
8 febbraio 2012
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Spesso la cosa più difficile da afferrare è quella più vicina.