Ancor non fermo il mio viaggio
lungo gli argini di smorte essenze
della mia identità dissente,
che pur s'abbraccia viva
a illusioni intime
di sofferenze inesistenti.
E Vi do voce di me,
delle oppresse malinconie
che intridono la mia povera anima
spiaciuta per quei raggi di sole
un tempo caldi
e ora impalliditi in freddi miraggi.
.
Cesare Moceo da Cefalù al mondo quasi 71n poet‐ambassador t.d.r.
9 luglio 2024
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Scrivere è come andare in chiesa.Esternare le proprie sensazioni,scrivendo,è come entrare in confessionale.