L'ultimo petalo nel vento del tempo
Sotto il cielo lattiginoso, il vecchio sedeva su una panchina che pareva scolpita nel vuoto. Era curvo come una radice antica, e tra le sue dita nodose stringeva un fiore rosso, talmente acceso da sembrare l’ultima brace in un camino dimenticato.
La piazza attorno a lui era deserta, se non fosse stato per i lampioni, alti e magri come scheletri che vegliavano su di lui con occhi di luce opaca. La nebbia si attorcigliava ai loro piedi come un animale affamato, avvolgendo ogni cosa in un abbraccio impalpabile.
«Ti ostini a cercare il colore nel nulla?» domandò una voce che sembrava nascere dal vento. Il vecchio sollevò appena il capo, senza scomporsi. Davanti a lui, seduto sulla stessa panchina ma appena oltre il confine della realtà, vi era un uomo dai contorni sfumati, come se la nebbia gli avesse prestato il suo corpo per un istante.
«Non cerco, custodisco» rispose il vecchio, e il fiore pulsò per un attimo tra le sue mani, come un cuore segreto.
L’altro inclinò il capo, osservandolo con occhi privi di iride. «Custodisci un’illusione. Qui, ogni colore è una menzogna.»
Il vecchio sorrise, e il suo sorriso aveva la saggezza di chi ha assistito a troppi tramonti. «Eppure, senza questo piccolo inganno, il mondo sarebbe solo un respiro dimenticato.»
La figura nebulosa tacque. Il vento soffiò tra i lampioni e questi parvero inchinarsi, come alberi piegati dal tempo. Intorno a loro, la piazza si faceva più rarefatta, come se la sostanza stessa della realtà fosse in procinto di dissolversi.
«Perché non lasci andare?» chiese l’uomo evanescente, e la sua voce questa volta era un sussurro, quasi una preghiera.
Il vecchio abbassò lo sguardo sul fiore, accarezzandone i petali con una delicatezza che pareva poter fermare l’inesorabile avanzare del nulla. «Perché finché lo tengo, il mondo ha ancora un motivo per esistere.»
Un silenzio pesante cadde su di loro, un silenzio fatto non di assenza di suono, ma di troppi pensieri compressi nello spazio angusto del tempo. Il vento si fermò, la nebbia trattenne il respiro.
La figura nebulosa si sollevò appena, come un’ombra che si allunga prima di dissolversi. «Allora custodiscilo bene, perché quando anche l’ultimo colore si spegnerà, non ci sarà più nessuno a raccontarne la storia.»
Il vecchio annuì. La figura si dissolse, tornando ad essere vento, nebbia, nulla.
Il fiore tra le sue mani brillava ancora, rosso come il sangue dei sogni che non vogliono morire.