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in archivio dal 01 dic 2005

Alberto Presutti

17 ottobre 1958, Firenze
Segni particolari: Amo indossar il papillon
Mi descrivo così: Poeta estempore, odio il poetese, amo poetar poetando, libero dalla prigionia della rima, che come schiavitù opprime il sentimento e l'emozione che vo' cantando.
Mi trovi anche su:

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  • 19 dicembre 2007
    Auguri Natale 2007

    S'io fossi il mago di Natale
    farei ritrovar
    quell'alito soprannaturale
    che della festa
    fa la differenza
    e tanto giova
    alla coscienza
    e davanti all'alberello
    che trasuda resina
    e i ricordi affina
    regalerei la possibilità
    di far un cambiamento
    finalmente fuori
    da ogni regolamento!

     
  • 20 dicembre 2006
    Auguri Natale 2006

    Tra poco sarà Natale
    e una cometa di ricordi
    mi porta via
    mentre la vita
    mi spoglia poco a poco
    della mia giovinezza e idealità,
    e vorrei portar a ritroso
    le lancette dell'orologio
    quando acerbo bambino
    credevo a Babbo Natale
    e non ero il solo...
    Vorrei tornar fanciullo
    per un'unica notte.

    Quella di Natale!

     
  • 20 dicembre 2005
    Auguri Feste 2005

    Vorrei che questo nostro tempo
    che ci è nemico
    coi suoi affanni e il suo frastuono
    trovasse a Natale un attimo di pace
    di fermo, come il gesso di cui è fatto il pastorello
    che dal presepe ci ricorda che è passato un altro anno.
    E i nostri occhi
    che cercan il bene
    tra i mille colori del Natale
    risplendano di un lampo di novità
    nel profumo di fine Dicembre
    dove l'unica cosa
    che non dev'esser vacante
    è l'amore
    come un dolce tremolio nel cuore
    che par ancora bello
    perché è Natale!

     
  • 01 dicembre 2005
    Passerà?

    Dio, nella pace, altrove,

    Io in poltrona, sbuffo, esito,

    e poi mi chiedo,

    passerà?

    La notte è come chiusa su sè stessa

    nella luce fissa e falsa dei lampioni,

    e non ascolta le mie imprecazioni,

    passerà?

    Aspetto, aspetto, il cuore dischiuso,

    sono Io a sentirmi rinchiuso,

    e Ti chiamo di nuovo,

    e niente.

    Passerà.


    La notte è come chiusa su sè stessa

    nella luce fissa e falsa dei lampioni,

    e non ascolta le mie imprecazioni,

    passerà?

    Aspetto, aspetto, il cuore dischiuso,

    sono Io a sentirmi rinchiuso,

    e Ti chiamo di nuovo,

    e niente.

    Passerà.

     
  • 01 dicembre 2005
    Fosti un vento testardo

    Fosti un vento testardo

    che infranse l’onda del mio amore

    e un incanto di insostenibile memoria

    per anni, i miei anni.

    Fosti la mia stessa vita e il dolore,

    una luce sul mio volto il tuo nome

    in mattine acerbe di scelte.

    Fosti quel che non sei più

    nei miei giorni ora così diversi.

     
  • 01 dicembre 2005
    Novembre

    Giunge novembre

    e pungente il freddo

    come un assedio remoto

    smorza gli entusiasmi

    come ruggine che corrode il metallo,

    e la mente cerca disperato tepore

    nei ricordi del cuore.

     

     
  • 01 dicembre 2005
    Creare e distruggere

    Creare e distruggere

    distruggere per creare

    creare per distruggere

    distruggere per distruggere...

    Urlare nel silenzio

    urlare il silenzio.

    E poi

    com'è difficile,

    dire "ti amo",

    a sera.

     
  • 01 dicembre 2005
    Zona fluida

    Zona fluida.

    Ritmo, suono, tempo, parola,

    casa, vita, riflesso, pausa,

    pensiero, sospesa felicità, angoscia,

    ricerca, libertà, osteria,

    sogno, immagine, aria,

    sirena, re, regina,

    Itaca, Penelope, Odisseo.

     
  • 01 dicembre 2005
    Cade la sera

    "Già cade la sera" mi dico

    e non v’è tenerezza in questo mio pensiero

    tanto il giorno s’invola rapido

    e impertinente si prende gioco delle mie attese.

    Cade la sera su ciò che è svanito,

    su voci che oramai si son fatte silenzio,

    su impegni divorati da intrinseco logorio,

    su piastrelle consumate dal mio passo.

    Cade la sera

    è già imbastisco la trama del nuovo giorno

    trina che una mano altra, quella del Destino

    può smontar in un baleno.

    Cade la sera,

    e Io sono stanco.

     

     

     
  • 01 dicembre 2005
    Distanze

    Distanze

    d’istanti.

    Oramai plausibile

    quella pace

    non cercata.

     
  • 01 dicembre 2005
    Pazienza di formica

    Vorrei aver la stessa pazienza

    delle formiche, ne ho

    solo

    la stessa dedizione all’opera

    che muta

    si struttura, si complica,

    e all’estraneo passo, non avveduto,

    rischia la crepa,

    l’incrinatura.

     
  • 01 dicembre 2005
    Domanda oziosa

    Domanda oziosa o refolo di vanità:

    a che cosa vorrei poter legar

    nel Futuro il mio nome?

    Alla poesia su commissione?

    O a una serotina, televisiva apparizione?

    O solo a un verso peregrino,

    lapidario, chimerico?

    Vorrei che se comunque

    un segno lasciassi, imperituro,

    come ora sia ad esser

    con finta modestia…

     
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