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in archivio dal 17 set 2016

Andrea Gianfrancesco

10 novembre 1997, Lucca - Italia
Mi descrivo così: Un ragazzo di 18 anni che scrive male ma con passione, nella costante ricerca di migliorarsi
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  • 22 settembre 2016 alle ore 13:22
    Ode a Capannori

    Come comincia: Qualche giorno fa, mentre vagavo per le anonime strade del mio paesino sperduto, mi sono fermato a bere una cosa in un vecchio bar di zona. Il locale si stagliava come un monolite, un'ombra comparsa dal passato per dimostrami “come si stava meglio quando si stava peggio”. O almeno così dicono. Il locale aveva un odore forte, difficile da descrivere. Proverò a farlo donandovi un esperimento incredibile di dubbia utilità; prendete una bellissima composizione floreale, una di quelle usata per farsi perdonare dalla moglie che è stata tradita oppure una di quelle che viene posta sulla cassa da morto del vecchio Zio Sempronio che vi ha lasciato in eredità centinaia di migliaia di euro ed un'azienda agricola da far fallire. Inseritela in una vasca da bagno, spruzzatela di deodorante sotto marca e ricopritela con letame misto, possibilmente proveniente dall'Ecuador e mescolate il tutto. Tale era l'odore di quel “baretto” di zona. La moquette aveva visto giorni migliori e le quattro mura sembravano mutilate come i reduci della prima guerra mondiale. Il barista, che chiamerò Bob per convenzione, era un tipo alto e grosso, pelato dalla nascita, secondo la ma memoria. Si era fatto due anni di carcere <<per aver rubato un pezzo di pane...>>

    Tutti si dimenticavano di aggiungere che aveva bucherellato un vecchio poliziotto in borghese, il quale aveva tentato invano di fermarlo. Come ricompensa aveva ricevuto otto colpi di calibro nove.

    Un bravo ragazzo. Gli chiesi di portarmi un bourbon liscio e mi andai a sedere su uno sgabello abbastanza isolato. <<Dammi cinque minuti amico, ho un problema nell'altra sala.>>

    Risposi con un cenno del capo.

    Lui mi sorrise con l'ausilio dei suoi sette-otto denti rimasti e poi sparì dietro al bancone. Il bar era abbastanza affollato; c'erano un paio di bravi ragazzi, due modesti spacciatori che giravano i parchetti di zona cercando i dodicenni a cui vendere la loro merce, un tipo barbuto e sporco che aveva fatto una sorta di bancarotta fraudolenta con i soldi della moglie, un paio di anziani ex fascisti, ex xenofobi,ex omofobi, ex tutto e qualche altro piccolo criminale di zona. Insomma, nel bene e nel male erano tutte persone all'interno della vita, che lottavano con le unghie e con i denti per rimanerci.

    In quanto a me, beh...

    Sono uno scrittore fallito, uno schifoso verme che aveva esordito con “Storia di un amore” ed era finito a scrivere articoli per “Dama Bianca 3000” e “Sbattimento 2.0”.

    Il mio lavoro consisteva nell'intervista a donne di plastica, sposate con ricchi industriali che avevano costruito i loro imperi sui cadaveri dei bambini manovali. <<Secondo lei è meglio questo rossetto o quest'altro, questo vestito o quest'altro, queste scarpe o...>>.

    Poi domande sui cani e sui cappottini per i cani, sullo xanax prima della colazione e sul botulino prima dei venticinque anni. Riscrivevo tutto in un buon italiano e nel mentre pensavo che l'unica domanda che avrei voluto fare era...

    <<Se sgozzo il suo cane e le tagli la testa per poi mandare i vostri resti a suo marito, la disturba?>>

    Non sono malato, suvvia...

    Non ho detto nemmeno un terzo delle cose che avrei voluto farle. Insomma, Bob mi portò il mio bourbon e me lo bevvi con un certo entusiasmo, immaginando cani morti, grattacieli in fiamme e banchieri scuoiati vivi da banconote armate di ascia, alte quasi due metri e con gli occhi iniettati di sangue. Dopo essermi ripreso dalle visioni, misi gli occhi su un giornalaccio vicino a Bob. Gli chiesi di portarmelo insieme ad un secondo Bourbon. Nel mentre, due intellettuali con tatuaggi in ogni dove entrarono nel bar. Intellettuali perché:<<Il mondo l'hanno rovinato quelli in giacca e cravatta, non quelli con i tatuaggi.>>

    Aggiungerei:<<Quelli con i tatuaggi hanno votato quelli in giacca e cravatta per 25 anni, comunque ok.>>

    Si sedettero vicino ai due bravi ragazzi ed uno di quest'ultimi iniziò una filippica ricca di bestemmie e sputi che vi riassumo così: in pratica, “noi”, un noi non ben precisato, siamo in guerra con i “finocchi”. <<Ormai prenderlo in quel posto va di moda e si sa, alle mode bisogna adattarsi oppure si combattono.>> Un invito alla bisessualità, una nuova filosofia, una citazione di Bukowski? Mi porterò questi interrogativi nella cassa. Finalmente arrivò il giornale e la copertina mi apparve come una fucilata. Tale Bill Gates, uomo più ricco del mondo, possiede una casa di 6000 stanze, tutte capaci di cambiare odore e colore, a comando. Mura in titanio, arredi in diamante, schiave dell'Honduras; insomma, un sogno di casa! Certi giornalisti stimano che la casa valga quanto il PIL del Congo e che abbia circa un centinaio di cessi, con il water rivestito in oro. È ironico che amico Bill abbia circa cento cessi mentre qualcuno non ha nemmeno un tetto, non trovate? Ma io non lavoro mica per l'8x1000 alla Chiesa Cattolica, il mio focus è un altro. Il giornale scrive delle stanze, dei cessi, dei diamanti...

    Ma non scrive che Bill ha disboscato mezza Florida per metterci la sua cazzo di casa o che ha fatto i miliardi sulle spalle di bambini Pakistani che vengono sfruttati. Perché dovrebbe, voglio dire, tutti le sappiamo queste storie. Anche voi, adesso, state indossando le Nike, le Adidas oppure, state chattando con i vostri i-phone assemblati da ecuadoregni ormai morti di fame. Voi sapete tutto, però ignorate. Perché fondamentalmente siete dei pezzi di merda ed i vostri problemi sono unici ed inimitabili. A voi non frega niente dei diritti, della libertà o dell'uguaglianza, a voi basta che mamma vi faccia la torta alle verdure ed alleluia. Una Domenica mattina in chiesa e tutto passa. Se pensate che la colpa sia solo dei potenti allora vi sbagliate poiché i colpevoli siete voi. Con la vostra omertà e la vostra ignoranza e le vostre finzioni vi nascondete in una finta realtà che asseconda e legittima l'operato dei più ricchi. In poche parole, è inutile che vi lamentiate del mondo che va a rotoli perché qui tutti sappiamo la verità. E la verità è questa; immigrazione: un barcone si è rovesciato; morti cento migranti. <<Solo cento migranti? Ne fossero morti 5000 in un colpo...prima o poi finiranno.>> Poi però la borsa da Abdul la comprate in doppia copia, per la moglie e l'amante. Per voi, gli unici che hanno diritto ai diritti siete voi. Tanto lo sappiamo, lo sappiamo bene, che i francesi vi sono sempre stati sulle palle e che se Al-Quaeda o l'Is ve li ammazza tutti, siete più che felici. Per voi i diritti sono solo vostri ed i problemi esistono solo quando i diritti vengono privati a voi. Voi intesi come italiani, brutti voltafaccia truffaldini e violenti. Siete talmente stupidi ed affamati di razzismo, che nemmeno capite di essere razzisti. <<È ma io non sono razzista, vorrei solo che stessero a casa loro, possibilmente morti grazie!>>. Proprio voi che siete andati in America a portare la Mafia, a stuprare le donne e solo i più onesti a lavorare e consci di dover tornare in patria, prima o poi. Il sistema dei diritti è messo in difficoltà dal popolo, altro che discorsi. Un popolo incapace di vedere aldilà del velo di Maya che quei quattro potenti del cazzo vi hanno messo davanti. Che poi, noi toscani maledetti abbiamo questo vizio del cazzo di offendere e deridere gli americani per ogni cosa ed io mi chiedo: <<Ma perché?>>. Abbiamo un tasso di obesità superiore al loro, e siamo un milionesimo meno di loro, un'economia in mano a 3-4 multinazionali, e 2 finiscono in “set” ed una in “ai”, una popolazione che non ha mai letto più di 2 libri in vita propria ed anche parliamo?

    Ma si sa, noi siamo così. Siamo il paese di Narciso burino, sempre meglio in tutto, sempre pronti a criticare, a “chiaccherare”. Non vedo altro che cemento e cemento e cemento ed una vegetazione ormai stuprata e prossima alla morte. E questa è Capannori, la vera vittima e carnefice di tutto ciò che queste colonne di carta vogliono criticare. Carnefice perché ciò che è stato scritto, è ben presente “nel comune più grande d'Italia”. Ipocrisia, razzismo, stupro dell'ambiente, criminalità, spreco...

    Ho visto spargere benzina bruciata, con le loro macchine, per percorrere 100 metri. Ho visto spacciatori nei 2 parchetti vicino alla Chiesa, servitori della messa che picchiavano la moglie, criminali al Bar Laser, anziani xenofobi con figli omosessuali, piccoli imprenditori fraudolenti, 16enni violentate ed incinte...

    Non serve guardare troppo lontano per vedere il fallimento delle istituzioni democratiche europee e la successiva degenerazione. Non serve parlare di nuova ricchezza o nuova povertà, diritti o non diritti, Renzi o Salvini, botulino o protesi. Basta ripartire dalle piccole realtà per evidenziare il fatto che proprio esse, le fondamenta dell'Italia, sono state le prime a cedere. La crisi dei diritti deriva dalla degenerazione e la degenerazione deriva dalle due crisi: economica ed ecologica. Lo dico con certezza perché lo vivo ogni giorno: il popolo medio è stanco di una democrazia che sembra la pirandelliana vecchia imbellettata, ed è pronto a riabbracciare gli ideali che settant'anni fa ci hanno condotto in Russia a morire di freddo. Il sistema è saltato, le persone si sono adeguate e questo è quanto. Se una volta la salvezza arrivava dal popolo...

    I tempi sono cambiati ed ora il popolo è parte di questa grande truffa chiamata libertà ed i pochi eletti che tentano di illuminare la via alla vera libertà risultano martiri. Di conseguenza, affido a queste cartacee colonne la mia profezia. Oh Capannori, immensa dispensa di odio ed ignoranza, abitata da intellettuali o presunti tali, che gli oceani ti sommergano, che un terremoto ti distrugga, che tu possa bruciare fino a diventare cenere e che le forze della natura ti disperano per cielo e mare, rinnegando la tua memoria ed oltraggiandola per l'eternità.
     

     
  • 17 settembre 2016 alle ore 22:27
    Libertà

    Come comincia: Lettera aperta-di lettere chiuse non ne vogliamo, siamo aperti al dialogo ma solo il martedì dalle 19:00 alle 20:16-al genere umano.

     

    Fratelli, nei giorni di pace in cui... No, scusami. Ho Sbagliato. Volevo copiare l'incipit di quelle grandi lettere ma ho cambiato idea fin da subito. Oh, sappi che il “vogliamo” del titolo è una menzogna: sono un uomo solo. Tu sei qui per ascoltarmi ed io sono qui a spiegarti per quale motivo Libertà sia scesa in Terra. La Libertà. Io però, te lo dico fin da subito: ci sarà del linguaggio scurrile. Sì, so benissimo che il linguaggio scurrile è la macchia sopra la tela perfetta che è la nostra lingua. Ma capirai che senza, non sarebbe stato lo stesso. Allora, partiamo con un classico: il Mondo fa schifo. Sappilo fin da subito. Ti faccio un esempio semplice; se nel Primo Mondo ti svegli ed hai la “dissenteria”, assumi una bustina di miracoli chimici e poi puoi fare il tuo Jogging quotidiano al parco. Tanto sarai sicuramente disoccupato. Se nel Terzo Mondo ti svegli con la dissenteria, tu muori in 20 minuti. Hai presente le tue donazioni a fine anno che fai ai bambini africani? Tre di loro sono morti in questo preciso momento. Il politico che hai votato? Ha rapporti con le minorenni e non ama il suo paese. La ricerca medica? Non esiste, o le case farmaceutiche chiuderebbero. Il terrorismo? “Chi semina vento, raccoglie tempesta.” Non prendere la metro alle 12 esatte. Fa tutto schifo, caro. Qualsiasi forma di ordine sociale, qualsiasi ordine morale, qualsiasi scala di valori è stata rasa al suolo. Viviamo nel Caos e non c'è nessuno che sappia che cosa fare o dove andare. “Il Mondo è divenuto una grande Recanati.” Ed io ho fatto troppi esempi; e tu sei incazzato. Pensi che io sia un venditore di fumo. Un commediografo tragicomico da due lire. Stai per strappare la lettera, vero? Non farlo. Aspettami, io sono qui. Una settimana fa, tra un Talk Show e un Reality, avrai sicuramente visto un servizio d'emergenza, riguardo l'esecuzione. L'esecuzione della Libertà. Libertà Sovrana, accusata di traviare le giovani menti (ti ricordi Socrate?) prima è stata incarcerata per almeno un secolo e poi è stata giustiziata in piazza dell'Ordine. Colpo secco in mezzo agli occhi come le vacche in Texas: "Ehi ma che stai dice..."

    Calmati. Cercavo di antropomorfizzare un concetto che non solo è alla base stessa dell'identità insita nell'uomo, ossia nella coscienza ma allo stesso tempo è una catena invisibile avvolta intorno al cuore degli uomini. Quindi io dovrei rispondere al dilemma: "Ma è una cosa positiva o negativa?" Ti dico fin da subito che non ne ho idea. Non mi chiamo Freud, Gesù Cristo o Frank Sinatra - si annoti che il terzo esempio è puramente casuale: e non fa ridere - .
    Io posso dirti che tu, genere umano, mio padre e mio fratello al pari, nascesti libero. Tu nascesti nudo e ignorante e primitivo. Tu nascesti per volontà altrui però. Quindi non sei libero(?). Vedi, tu sei nato perché la libertà di qualcun altro ha permesso a quel qualcuno di farti nascere. Libero. Alla fine, non è come sognavo da adolescente. Un'enorme dimensione parallela, color bianco mentale che vedi quando pensi ad occhi chiusi. E tutti noi lì, incorporei e immateriali: "Nasciamo!" gridavamo. E ci ritrovavamo a 3 anni in un cortile con mamma e papà. Perché fino a quell'età riuscivo a ricordare; prima non potevo. E poi, perché avevo 16 anni e cercavo di capire come funzionasse il mondo. Ma tralasciando sogni pseudo mistici, Divinità e Big Bang, torniamo al mondo attuale. L'essere liberi ci ha condotti a questo mondo di merda. Il continuo susseguirsi di scelte ed eventi ha plasmato il mondo in modo che adesso è così come lo vedi e lo abiti tu, ogni secondo. Allo stesso modo, se non fossimo nati liberi, espressione della libertà altrui, saremmo animali puri e semplici. E quindi non saremmo mai esistiti. E nemmeno Dio sarebbe mai esistito! Nel senso che non avrebbe mai inviato suo figlio sulla Terra e non si sarebbe rivelato quindi mettete le armi a terra per favore, grazie. Ciao.Beh, io ti dico che siamo vicini all'eliminazione totale dell'identità umana. Io ti dico che libertà è la mia Regina e dubbio il mio Re. Io ti dico che posso solo attualizzare, perché libertà è “essere liberi di” ed io ho bisogno di qualcosa che segua quel di. E allora sappi che tu sei nato libero e che adesso, tu hai bisogno hai bisogno di riprendere la tua libertà in mano. Tu devi essere libero. Obbligo ed “essere libero” appiccicati dopo il soggetto: proprio così. Tu devi avere libertà di scelta per tutta la tua vita. Ricordi cosa ho detto prima? L'essere liberi ci ha condotti a questo mondo di merda. Sappi che in questo mondo solo gli affiliati al Partito del “Denaro di Giuda” sono liberi. Solo i potenti sono liberi in questo mondo. Noi non lo siamo. Noi abbiamo preferito vendere la nostra libertà per un'automobile, un pulcioso cane di merda ed una moglie che non ci ama. Abbiamo consegnato le chiavi del Tempio della Libertà a quelle 100 persone che ora decidono tutto per tutti. Cosa vedere, cosa sentire, cosa provare. Quando morire, se di terrorismo o per un crollo di una scuola. Nascere sani o mutati dalle radiazioni o dall'amianto. Vivere poveri o ricchi. Libertà scese sulla Terra per noi dalle dimensioni dell'Eterno e noi l'abbiamo fatta morire. Donna dai lunghi capelli neri che diventa polvere di fronte ai nostri occhi, portata via dal vento mentre dolce lacrime scivolano sulle guance. E adesso la invochiamo, tremanti come cani bastonati. La citiamo in discorsi a vanvera. "Sono diciottenne, sono libero!" Io ti dico vaffanculo. In realtà siamo tutti in trappola. Siamo tutti racchiusi nella nostra stupida idea di libertà che altro non è che un modello standard 4x4. Crediamo che Libertà sia una sensazione da tre soldi che si prova quando si è felici. Quando hai mangiato al McDonald's con un amico, quando hai preso lo stipendio o quando hai fatto una stupida maratona la domenica mattina ed hai svegliato ¾ del vicinato - nota autobiografica - . Queste cazzate che assumiamo a Libertà sono solamente schemi concettuali di vita vissuta che ripetiamo ogni giorno! La nostra (imitazione di) Libertà è uno schema; proprio uno schema trascendentale alla Kant! Per negare il fatto, ossia per occultare il nostro omicidio di massa, ci siamo costruiti un'imitazione da venerare. Come nel treno di Agata Christie: una coltellata alla volta, avanti, prego, lei ha il biglietto? Oh, sì, lei non sa un cazzo di nulla, è il benvenuto, prego, fate scorrere la fila! Sai cos'è successo una settimana fa? Ricorderai sicuramente l'esecuzione di cui ti parlavo. Un bambino è morto, mentre si trovava all'asilo nido, perché un contro soffitto gli è caduto addosso e il corpo è stato sfra...

    Non vorrei finire, mai. So che sei sfinito ma dai ancora seguimi, per poco. Il suo corpo è stato sfracellato, per l'urto. Per me la Libertà è nuovamente morta. Il fatto che, un bambino non possa essere libero di vivere la sua vita, perché le scelte di qualcuno gliel'hanno impedito. Adesso lui è morto e tu stai piangendo. "Allora in verità ti dico che [... ]" noi dobbiamo recuperare ciò che è nostro di diritto. Dobbiamo smettere di combattere guerre fratricide e di autodistruggerci. Abbattiamo questa società di Mass Media "che ci fanno comprare cazzate che non ci servono" (citazione da Chuck Palahniuk, unico e vero Dio), abbattiamo questi vincoli; questi obblighi morali verso il nulla e torniamo là. Torniamo al "Locus Amoenus" principe, a quella dimensione immateriale nella quale nulla c'è ma tutto è possibile. Solamente noi stessi e la nostra libertà, la nostra unica e giusta catena avvolta intorno al cuore.

    Note dell'Editore

    Abbiamo pubblicato la seguente lettera, da noi considerata volgare ed esasperante, priva di contenuto e falsa. Libertà è un termine che abbiamo abolito nel 2307, ben 40 anni fa. Di conseguenza, vi invitiamo alla lettura poiché possiamo aborrire tutto ciò che vi è scritto. Oggi, noi possediamo il termine "****" e questo vi deve bastare.

    P.S. L'autore è morto suicida.

    In fede, Partito del Denaro.
    Dai, stavo scherzando.

    Siamo nel 21esimo secolo e sono vivo.

    Quel Partito era una metafora, tutto lo era.

    Nessun bambino è morto.

    Nessun cane è stato maltrattato per l'esecuzione di questa lettera.

    Andate in pace.