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Autore

Aurora Prestini

in archivio dal 16 set 2011

18 aprile 1953, Milano - Italia

segni particolari:
Callo della scrivana

mi descrivo così:
Sono nata a Milano il 18 aprile 1953. Dopo la Maturità classica nel 1972,  laurea in Filosofia nel 1984 con una tesi su "L'estasi sciamanica". Dal 1978 iscritta all'Ordine dei Giornalisti, come pubblicista, ho collaborato con la RAI Regionale del Veneto...

25 novembre 2011 alle ore 12:30

Adrion cerca Nezia... una storia d'amore

di Aurora Prestini

editore: Gruppo Albatros Il Filo

pagine: 166

prezzo: 15,00 €

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Ce la faranno due anime fatte l’una per l’altra, che si cercano eternamente a ritrovarsi in questa favola da mille e una notte?
Bisogna leggerlo per scoprirlo.
Lo spirito del nuovo romanzo di Aurora Prestini colpisce sin dalla copertina, in cui si raffigura un particolare di un quadro di Tintoretto esposto al Palazzo Ducale di Venezia.
Venezia, la Serenissima, la Dominante, la Regina dell'Adriatico... Venezia, città della poesia, dell'amore, del mistero... Venezia greca, bizantina, cristiana e mussulmana che fa da sfondo alla storia di Astarte, una schiava cacciata da Gerusalemme che ha il compito di ricreare lì un Giardino delle Delizie, pieno di alberi i cui frutti sono in grado di donare sia la vita che la morte.
La storia diventa ricca di vari personaggi: Shira (la Regina dell'Ibisco Nero); Nezia (figlia del mercante che la ospita); Marcello (fratello di Nezia e futuro marito di Astarte).
E sarà proprio la figura di Nezia il motore portante di tutta la vicenda: è una ragazza particolare, diversa dalle altre, che porta con sè un segreto karmico, i cui effetti sono frutto delle azioni compiute nelle vite precedenti così come lo è il suo amore per il mare, cioè per Adrion (lo spirito del mare Adriatico).
Il loro amore è eterno perché è nato con la stessa città di Venezia: città a cui Venere donò la bellezza (di cui l'omaggio in copertina), di cui Nezia fece parte sin dal suo grembo materno e di cui fu costretta a patire le pene in eterno per il suo amore per Adrion.

recensione di Francesca Arangio

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