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Autore

Fabio Volo

in archivio dal 29 giu 2010

23 giugno 1972, Calcinate (BG)

segni particolari:
Il mio nome all'anagrafe è Fabio Bonetti.

mi descrivo così:
Sono uno scrittore, attore, conduttore radiofonico e televisivo italiano.

11 maggio 2012 alle ore 8:45

Le prime luci del mattino

di Fabio Volo

editore: Mondadori

pagine: 244

prezzo: 16,15 €

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Il romanzo si presenta come una sorta di diario scritto da una donna insoddisfatta del proprio matrimonio; una persona che, dopo aver preso consapevolezza della propria infelicità, mette a nudo tutte le fragilità ed i timori tipicamente femminili. Il componimento narrativo, attraverso le esperienze della protagonista, rivela al lettore quel senso di disagio che un gran numero di coppie vive in questo peculiare momento storico, caratterizzato soprattutto dalla perdita dei valori. Pertanto non si può fare a meno di apprezzare il coraggio della protagonista e lo sforzo che lei compie nel rimettersi in gioco, una decisione maturata soltanto dopo aver compiuto un percorso di crescita personale e dolorosa introspezione. Sia Elena, sia le persone che la circondano, soffrono comunque di un male comune e apparentemente inguaribile: la mancanza di comunicazione.
Tale concetto viene ben rappresentato attraverso la figura dell’amante, il quale seppur inizialmente risveglia il piacere erotico della protagonista (da tempo assopito) non riesce a far “decollare” il rapporto lasciandolo così invischiato in un terreno emozionale sterile e privo di empatia.  Elena si ritrova così a dover gestire due relazioni vuote e senza prospettive. Un problema oggi piuttosto diffuso tra molte persone. Una condizione che spinge molte donne a ricercare un nuovo amore solo nella speranza di trovare un supporto psicologico, una sorta farmaco utile a sedare le preoccupazioni e le ansie che la vita quotidiana apporta inevitabilmente.
L’autore avrebbe potuto prestare più attenzione alla crescita personale della protagonista, invece di lasciarla in balia delle situazioni. Elena, a volte, sembra un personaggio di un romanzo ambientato in tempi passati, quando la donna, obbligata da una società maschilista e sciovinista a vivere passivamente le situazioni di vita comune, era costretta ad accettare (suo malgrado) la vita che le si presentava, oppure - condizione ancora peggiore - a sottostare a ciò che le veniva imposto. Probabilmente, se Fabio Volo avesse avuto quell’animo sensibile (tipicamente femminile) di cui la critica gli fa omaggio, avrebbe raccontato la storia in un modo diverso.

recensione di Enza Iozzia

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