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in archivio dal 02 dic 2005

Giacomo Montana

07 aprile 1948, Livorno
Segni particolari: Amante dell'arte in genere, astronomia, arti marziali, filologia, filosofia, psicologia e altro ancora.
Mi descrivo così: Amo la vera giustizia, le persone leali, combatto le ipocrisie specialmente quelle a danno dei più deboli, mi piace la meditazione che migliora il sé interiore e questo è anche un input per dare buoni consigli a chi è in difficoltà.

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  • 06 gennaio 2006
    La speranza

    La speranza è tra le cose
    che danno un senso alla
    nostra vita.
    C'è chi perde questa
    eredità e perde
    il suo splendore.

    Tu che stai leggendo,
    sai che sei una persona
    splendida con uno
    splendore
    immutato nel tempo.

    Anche questo da un senso
    alla vita.
    Continua la via
    della speranza e
    vedrai realizzarsi
    giustizia.

     
  • 06 gennaio 2006
    Un uomo e un usignolo

    Uomo che rifletti sulla politica attuale,
    al buio e nella illuminata stanza,
    chi ti fa preoccupare? La politica virtuale,
    magone antico, o tua fievole speranza?

    Sono grato d’averlo conosciuto
    anche lui è più solo e a testa china
    preoccupato, triste, dispiaciuto,
    con Piazza San Lorenzo in Lucina.

    Non faccio il suo nome e senza inganni
    non ha bisogno di essere nominato,
    tutti sanno chi è, e tutti quegli anni,
    che è stato ingiustamente accusato.

    Sento ancora nella mano la sua stretta
    per combattere cuori sempre concessi al male.
    Sento ancora animi commossi, su una via retta,
    del Dottor Colosimo e Cavaliere Rossi, è fenomenale.

    Ricordi i luoghi ove un giorno
    eri l’ospite, l’ospite del sindacato.
    Volevi vedere mondo migliore e non disadorno
    ogni giorno era avvolto da raggio incantato.

    Ancora oggi nel suo gracile corpo provato
    la sua mente è un raggio di saggezza
    il più bello, imperituro, come liberato
    e per le menti il più sonoro di concretezza.

    Un usignolo perduto nell’aurora
    guarda palazzo Chigi e come oggi è vuoto,
    mentre un filo di fumo qua e là vapora
    poi lui passa e comincia un canto nel vuoto.

    Mentre adesso la politica di anno in anno
    va per la sua cieca corsa sprovveduta
    Ci rodiamo e in cuore dimora l’affanno
    Il sogno, la speranza di giustizia, forse perduta.

     
  • I nostri antenati erano saggi.
    Sapevano che lontani dall’armonia con il creato,
    il cuore dell’uomo perde la sua luce
    e mai più si desta con l’inesplicabile armonia
    del suo splendore.

    Sapevano che la mancanza di rispetto
    interrompe il profumo dei pensieri
    e imprigiona i soavi sussulti del corpo.
    Così armonia eleganza ed arte
    non esplodono più in frenetiche danze,
    fonti di luce e di essenza di vita.

    Insegnavano che la terra
    è pure madre di tutti i popoli,
    fonte di vita, benessere e salute,
    come l’armonia con il creato
    distribuisce tra gli uomini uguali diritti.

    Leggevano il creato con la mente.
    Passavano sopra le parole
    comprimendole in idee
    che poi usavano come metro
    della loro reciproca comprensione

    Anche oggi
    echeggia quella forza e quella essenza,
    chi vuole può percepirla,
    ascoltarla, accettarla, divulgarla.
    Sappia che essa ti inebria,
    ti avvince e ti invita a continuare.

     
  • 06 gennaio 2006
    Cavallo di nebbia

    Una luce di luna m’illumina
    la mano sul foglio,
    scrivendo il tuo nome
    di Indiano americano d’inchiostro,
    fa scorrere su un solco,
    fiumi di memorie della tua vita.

    La fierezza di narrare
    il tuo grande valore,
    forse adombra i gravi torti
    che ti hanno fatto
    e sempre mi addolora
    ricordare queste cruente rive.

    Sei tu Indiano americano,
    il mio tesoro occulto,
    mi ricorda mio nonno,
    della tua stessa razza,
    una mia radice Cherokee
    sempre, m’accompagna.

    Mai ho avuto paura
    di perdere la meraviglia
    della tua fierezza
    per le cose più naturali,
    la Madre Terra, il sole,
    la luna, le stelle, la vita.

    Oh voi venti, nubi, pioggia,
    nebbia e fumo,
    che avete il pregio
    di muovervi per l’aria,
    esprimete la nostra meta
    al Grande Spirito.

    Fate spianare la strada
    a chi lotta con orgoglio
    per la vita
    e per la sopravvivenza
    di qualcuno,
    osservati con fierezza
    da te
    su un cavallo di nebbia.

     
  • 06 gennaio 2006
    Mondo migliore

    Quando
    anche
    il tempo
    ostile t’ingrigisce e intorno a te vedi sguardi freddi e ostili
    e senti la speranza di un mondo migliore scorrerti nelle vene
    e incondizionato resta il tuo sentimento,
    altro non è che la presenza di Dio
    col suo amore che trabocca
    dal suo dolce cuore.

    Sei stato baciato,
    con un soffio
    di immunità
    alle sporche
    vili ostilità.
    Il Suo spirito
    e i suoi Angeli
    ti proteggono,
    dimostragli
    riconoscenza
    con umiltà, altruismo e solidarietà.

    Fai che siano
    messi in luce
    i cuori spenti
    per il male
    che infliggono
    ad ogni essere umano.
    Pensa a chi non ha cibo,
    salute, una casa, ai più sofferenti,
    a chi non muore di morte naturale.
    Pensa alla mascherata
    sadica politica demoniaca
    che anche all’insaputa di tutti
    uccide lentamente
    persino i credenti più inermi.

     
  • 06 gennaio 2006
    Un pugno di carte

    Un pugno di carte
    di un tribunale
    coperte di gelo
    fango, pioggia, bufera,
    ingredienti di routine
    e di pane patito.

    In mezzo a gente
    che sogghigna e sghignazza
    guardo quel gelido
    pugno di carte
    che ancora
    nella mano
    invoca gridando giustizia!

     
  • Dedicata al Santo Padre Karol Wojtyla


    Da eccezionale Santo Padre, Giovanni Paolo II, sei stato saggio
    e hai provato il sentimento di essere conscio dei lati misteriosi della vita,
    sapevi anche che in politica il cuore degli uomini si indurisce.

    Col fardello delle tue sofferenze
    sapevi che le idee di grandezza sfrenata distruggono l’uomo.
    Per questo, con grande sacrifico personale hai viaggiato per il mondo,
    per portare instancabilmente sempre, la Via, la Verità e la Vita,
    per fare accettare nei cuori anche più induriti
    il Signore Salvatore.

    Oggi la tua anima ci accompagna come stella di nostra vita.
    Scintilla il nostro cuore insieme alle luci degli angeli.
    Il nostro cuore tintinna sempre la campana
    del nostro riconoscente amore per te.

    Il tuo immenso valore di uomo, Angelo Karol Wojtyla
    e le tue energie, hanno aiutato a cambiare e rendere migliore il mondo.
    Anche da Papa hai comunicato sensazioni di grande sicurezza.
    Per il bene dell’umanità, tu sapevi dove dovevi arrivare.

    Eravamo tutti ad ascoltarti,
    quando trasmettevi immediatamente,
    la forza interiore propria dei grandi uomini,
    celata spesso con dolcezza in sentimenti appena accennati.

    Grazie anche per l’ultimo immenso tuo sacrificio Karol Wojtyla.
    Arrivederci nella casa del Signore.
    Grazie Gesù.

     
  • 07 dicembre 2005
    Casa Tua

    Dove l'energia cosmica
    bacia la tua mente,
    quando un'impareggiabile luce
    illumina il tuo pensiero
    e il dolce canto degli uccelli
    ti farà vivere un sogno,
    non andare via: quella è casa tua!
    Al cuore chiedi: "Come va?"
    e il cuore ti risponde,
    non andare via: questa è casa tua.
    Guarda quell'incanto e ascolta,
    c'è una dolce brezza e tutto
    è un barbaglio, riflessi e scintillii,
    fruscii e mulinelli
    e una cicala frinisce sugli ornelli,
    non sentirti abbandonato,
    perduto e solo,
    sei sulle onde cosmiche
    della vita in compagnia di astri,
    terre, lune e spazi interminabili.
    Non andare via: quella è casa tua,
    sempre, sempre,
    anche se il giorno muore
    tra ombre magiche
    e boschi porporini,
    e il crepuscolo cala velato
    sulla terra, non andare via:
    quella è casa tua.

     
  • 07 dicembre 2005
    Speranza di sogno

    Non posso immaginarmi
    un popolo senza speranza,
    eppure ogni giorno si incontrano
    volti scontenti e insoddisfatti,
    di persone rassegnate
    alla politica malsana
    che vediamo di giorno in giorno.
    La speranza
    non deve essere abbandonata
    perchè è tra le cose che danno
    un senso alla nostra vita.
    C'è chi perde
     questo possedimento ereditario
     e spegne così il proprio splendore,
    ma se tu sai
    di essere persona splendida
    e immutata nel tempo,
    mantieni questo tesoro,
    esso è la meraviglia della natura,
    è il dono che hai saputo trattenere,
    è lo specchio della tua capacità,
    accompagnato alla speranza
    di sogno.

     
  • 07 dicembre 2005
    Il canto di Wakan Tanka

    Una nuvola passa
    accarezza la motagna più alta
    poi c'è qualcos'altro
    che l'uomo non può vedere
    lo può solo percepire.
    E' il Grande Spirito
    Wakan Tanka, Dio
    attraverso il vento si ode
    il suo canto
    oggi è contento per un
    attentato fallito
    e per le vite che si sono salvate.
    Al suo passaggio si illumina
    il lato del sentiero,
    così piccolo, ma con quella luce
    così bello!
    Lo memorizzai
    in modo indelebile
    e continuai il mio cammino.

     
  • 07 dicembre 2005
    Forza e coraggio

    Guardo lo spazio all'orizzonte,
    che è la mia forza,
    guardo la maestosità del mare
    che è il mio coraggio,
    guardo la terra che ci nutre,
    mi infonde tranquillità di spirito.

     
  • 07 dicembre 2005
    Il voto elettorale

    Poso la mia mano sulla fredda superficie di un semplice volantino elettorale,
    lo prendo quando un brivido improvviso mi investe, mi invade, mi assale,
    belle e calcolate parole, sembrano una grande macchina viaggiante
    d'un percorso fatto di promesse scritte su un tappeto volante;

    Non si può pretendere di far rimanere indifferenti, quando vi è tanta continuativa distruzione,
    se persino viene tenuta lontana la stampa, forse solo per infliggere maggior umiliazione,
    certo tutto questo è davvero criminale, ma senza dubbio lo è ancor più veramente,
    quando si tratta di un ospedale che distrugge la salute della propria dipendente;

    Forse si ride di noi che ci fidiamo di un magnifico programma elettorale,
    ma a questo punto dobbiamo analizzare ogni sua parola già risultata irreale,
    dell'uomo sembra corretto costantemente voler sapere, il percorso di una crudeltà,
    è penoso vedere fare distruggere una vittima, persino coperti da parecchia oscurata faziosità.

    Vogliono ridurci a bestie, ma noi non lo possiamo accettare,
    si deve voler sopravvivere per portare testimonianza e raccontare,
    quando sai che privano di un diritto e parecchi stanno solo a guardare,
    esposti ad ogni offesa e spinti a morte quasi certa, chi diamine puoi votare?

     
  • 07 dicembre 2005
    Siamo nati liberi

    Siamo nati liberi,
    liberi come l'aria che respiriamo,
    liberi come il vento che ascoltiamo,
    liberi come una rondine,
    un'aquila, una colomba,
    che volteggiano nel cielo
    che appare senza fine.
    Siamo nati liberi e così saremo.

     
  • 07 dicembre 2005
    La vera viltà

    Cupe e amare
    ma ben disposte,
    le attraversate
    di tante verità nascoste.
    Dove la città tace inerte e muta,
    la democrazia reale neppure è conosciuta.
    Triste è vedere iniziare il terzo millennio
    con uomini ostinati, che sfruttano, danneggiano
    e sopprimono persino i più disperati.
    Nessuno è più capace di costruire
    una storia nel caos generale,
    che è sempre più presentato
    come una vita normale.
    Così niente può fare realizzare
    una speranza comune con
    l’animosità del popolo
    con un buon costume.
    I germogli del progresso
    non danno più nulla
    a chi onestamente ha sperato
    che non vi fosse un lento ritorno
    al brutale peggior passato.
    Troppi abiti mentali sporchi e rovinati,
    e quelli delle virtù che restano spesso insabbiati.
    La causa effetto delle scelte politiche più errate,
    fanno sempre dominare l’incapacità e l’inerzia, mascherate.