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in archivio dal 25 nov 2011

Jean-Paul Malfatti

30 giugno 1986, Como - Italia
Segni particolari: Non sono bravo a comporre poesia! Scrivo frasi, aforismi e versi isolati che, quando messi insieme nel giusto ordine, diventano addirittura poesie brevi e semplici.
Mi descrivo così: Un poeta e scrittore italo-americano "in erba" in cerca di se stesso e del perché dei perché.

Motto: "A gay poet is just one of the very many poet gays of yesterday, today and tomorrow. Un poeta gay è solo uno dei tanti gay poeti di ieri, oggi e domani."
Mi trovi anche su:

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  • 12 aprile alle ore 10:22
    Haiku | Libido

    A volte tre volte
    Ogni tanto altro tanto
    Talvolta una volta

    Contesto: L'amore a letto in una notte

     
  • 22 febbraio alle ore 7:42
    Visibilio | poesia erotica

    Quando lui
    mi guarda,
    sorrido;

    Quando lui
    s'avvicina,
    tremo;

    Quando lui
    m'abbraccia,
    volo;

    Quando lui
    mi bacia,
    m'eccito;

    Quando lui
    mi possiede,
    svengo;

    Quando lui
    se ne va,
    muoio;

    Quando lui
    si riaffiora,
    rivivo.

     
  • 20 gennaio alle ore 6:45
    Ve lo dico in due righe

    La vita è vita e la morte è morte;
    l'anima vive, il suo corpo muore.

     
  • 26 dicembre 2015 alle ore 17:28
    Ve lo dico in due righe

    Nella vita reale,
    non tutt'è Natale.

     
  • 10 ottobre 2015 alle ore 5:55
    Haiku | Natura

    sole e sale
    albore e sapore
    del mio mare

     
  • 29 aprile 2015 alle ore 4:56
    Buongiorno, Sole mio!

    Ti cercai nel buio
    d'una notte scura
    senza luna alcuna.

    Ti trovai quand'era
    quasi l'alba;
    e nel tuo riflesso,
    pure la Luna che,
    chissà perché,
    da me s'era nascosta.

    Da allora sei diventato
    il mio Sole; e lei,
    la Luna, quella ch'oggi
    mi fa compagnia
    mentre ti aspetto per
    abbracciarti e dirti:
    Buongiorno, Sole mio!

    Dedica: A te, Sole mio, che mi scalda il cuore e schiarisce l'aura che mi rigenera energia.

     
  • 30 marzo 2015 alle ore 21:13
    Piccola poesia di due righe

    Buonissima Pasqua a te e famiglia;
    ma senza bullismo né omofobia !!!

    Dedicata ai genitori che non accettano i propri figli perché non li ritengono "normali" o "sani" di mente. 

     
  • 05 gennaio 2015 alle ore 19:52
    Voli audaci | poesia breve

    Tra un volo audace e l'altro,
    ogni tanto mi capita di perdere
    alcune piume delle mie ali.

    Ma questo non mi fa paura,
    lo sto tuttora facendo e lo farò
    ancora fino all'ultima piuma.

     

     
  • 27 novembre 2014 alle ore 3:24
    Amore di madre

    Ero in pianto, e
    la mia mamma
    ha asciugato
    le mie lacrime.

    Lei m'ha stretto,
    forte forte, e
    poi m'ha chiesto
    perché piangevo.

    Gliel'ho detto, e
    lei m'ha coperto
    di baci...ed ha
    pianto con me.

    Nota dell'autore: dedicata a tutte le mamme che amano i loro figli per come sono, e, pertanto, in particolare alla mia per l'amore incondizionato e incommensurabile che lei ha per me e non solo, ma anche per il ragazzo che amo e che ho scelto per la vita.

     
  • 19 novembre 2014 alle ore 21:38
    Ubriacato di te | micropoesia

    Ti sento, ti vedo;
    tra le righe del ciò
    ch scrivo e leggo.
     

     
  • 03 novembre 2014 alle ore 2:17
    Halloween è finito!

    Né più dolcetti, né più scherzetti...
    a noi resta solo il ricordo nelle foto
    che ci fanno ricordare i bei momenti
    che abbiamo passato assieme,
    anche se solo nel nostro pensiero!

     
  • 03 agosto 2014 alle ore 19:44
    Poeta | mini poesia

    L'essere o sentirsi poeta
    è anche piangere la tristezza
    dietro il sorriso della penna.

     

     
  • 20 luglio 2014 alle ore 21:48
    Domenica di sole

    E' domenica
    e c'è il sole
    che mi riscalda
    e mi fa coccole

    Il blu del cielo
    mi rende gioia
    tutto è bello
    niente è noia

     

     
  • 23 aprile 2014 alle ore 1:53
    Passato remoto

    Io un tempo fui già un fiore.
    Nacqui nel giardino dell'Eden,
    ancora neonato scesi in Terra
    per esser ripiantato in un vaso,
    con palline d'argilla e terriccio,
    curato da gente molto carina.

    Rifiorivo a ogni primavera,
    crescevo durante le estate,
    invecchiavo negli autunno
    e morivo nei gelidi inverno,
    per rinascere più maturato
    e rifar quasi tutto daccapo.

    Fui dei fiori belli e profumati,
    di tutti i tipi e per tutti i gusti.
    Ora non sono più un fiore,
    ma li tratto tutti con rispetto,
    affetto e tantissimo amore,
    perché so che anche loro
    hanno un'anima e un cuore.

     

     
  • 16 aprile 2014 alle ore 7:40
    Ganimede è vivo

    L'aquila è morta,
    ma Ganimede
    ancora sopravvive.
    È vivo e,
    anche se
    piuttosto passivo,
    qualche volta è
    pure attivo in me.

     
  • 09 aprile 2014 alle ore 3:00
    Indigenza

    Ed erano
    piccolini,
    i poverini...

    Spogliati
    e affamati;
    senza panni
    né pani.

    Di freddo,
    tremavano;
    di fame,
    morivano.
     

     
  • 18 marzo 2014 alle ore 4:15
    Aerei di carta

    Che voglia matta
    di tornare a fare
    gli aerei di carta
    e poi farli volare.

    Piccolini e leggeri,
    e fatti con amore,
    erano pure teneri
    in qualsiasi colore.

     

     
  • 20 novembre 2013 alle ore 16:49
    Ricordi di Natale

    Un'altra volta è Natale.
    Si risveglia quel bambino
    birichino che sono stato
    e che, per mia fortuna,
    ancora vive dentro me.

    Ma dov'è Babbo Natale?
    Vorrei tanto ritrovarlo
    per poter abbracciarlo.
    Lo chiamo e richiamo,
    ma non si fa manco vivo.

    Mi viene subito in mente,
    qualcuno che non c'è più.
    Chi? Mio nonno materno.
    Penso sia stato lui a fare
    Il Babbo dei miei Natale.

     

     
  • 20 ottobre 2013 alle ore 17:55
    Roba da domenica

    E' mattina di domenica,
    ho appena fatto la cacca
    ma non ho carta igienica
    né un fazzoletto in tasca.

     

     
  • 20 ottobre 2013 alle ore 3:24
    Incastro di pezzi

    C'erano solo pezzi.
    Tanti pezzi di me,
    e anche tanti di te.

    Li raccogliemmo e,
    senza accorgerci,
    li unimmo insieme.

    Ora ti tengo in me
    e tu mi tieni in te.
    Diventammo uno.

    Mi amo, tu ti ami,
    e così ci amiamo.
     

     
  • 04 luglio 2013 alle ore 1:40
    Te in me

    Vorrei esser te in me
    per amare me stesso
    tanto quanto amo te.

     
  • 01 luglio 2013 alle ore 19:21
    Falso risveglio

    Ho pensato che mi ero svegliato...
    Sbaglio! Ancora dormivo e sognavo.
    Era solo un altro falso risveglio.

     
  • 06 giugno 2013 alle ore 20:39
    Acrostico: CORAGGIO

    Combattendo per me e per la vita,
    Odiando le ingiustizie di ogni sorta,
    Ricorro alla forza della mia penna.
    Ascoltando la voce della coscienza,
    Grido, cado, ma non mi arrendo...
    Grido, mi rialzo e ci riprovo ancora,
    Ispirato dal coraggio che mi spinge
    Ovunque, senza timore o remora.

     
  • 19 maggio 2013 alle ore 18:42
    Ci vuole il buio

    Senza il buio,
    non ci sarebbe
    la notte;

    Senza la notte,
    non vedremmo
    la luna;

    Senza la luna,
    ci mancherebbe
    ispirazione;

    Senz'ispirazione,
    non ci sarebbe
    poesia;

    Senza la poesia,
    noi poveri poeti
    moriremmo...

    prima di nascere.

     
  • 17 maggio 2013 alle ore 6:38
    Ai tempi del liceo

    Da teenager ero confuso,
    un po' perso e ogni tanto
    persino timido e goffo.
    Mi ero sposato con Dio
    ma facevo sesso col diavolo,
    quindi ero solito dormire
    sugli ardenti e focosi lettoni
    o divanetti dell'inferno
    e mi svegliavo in paradiso,
    tra alcuni dei miei affascinanti
    e innocenti coetanei traditori.
    Eppure, tra sfrenati piaceri,
    falsi sogni e crude realtà,
    sono diventato un giovane
    perdutamente innamorato
    di uno dei suoi simili, o quasi.
    Uno strano e impuro modo
    per trovare la tanto sognata
    altra metà della stessa mela?
    Forse sì, forse no, forse forse!
    Ma che cazzo d'importanza ha?

     
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  • 16 dicembre 2014 alle ore 2:53
    Il sogno di Paolino

    Come comincia: ― Buongiorno, bei ragazzi! Adamo ed Adamo?
    ― Naa, Mister Serpente. Siamo Paolino e Riccardo!
    ― Benissimo! Ma dimmi, perché siete gay?
    ― Bella domanda, ma prima dimmi tu perché sei biscia...
    ― Boh, non lo so, ma che colpa ne ho se la natura mi ha fatto così?
    ― Saggia risposta, anche se a mo' di domanda...hehehe! Ciao, creatura strisciante!
    ― Ciao? Ma aspetta un po', caro mio, e la tua risposta alla mia domanda?
    ― No c'è bisogno, visto che te la hai già data tu da solo!
    ― Ma grazie, Paolino, sei troppo carino! Da come ti fai vedere in giro con questo biondino stupidino che non apre la bocca nemmeno a pagarlo, capisco che sei un fanciullo.
    ― Prego, rettile velenoso, un gran Vaffanculo a te ed alla tua cretina domanda!

    Nota: Riccardo non ha detto nulla, ma ha riso a più non posso. Capisce l'italiano, ma non lo parla affatto. E' buono e "bono" in quasi tutto che fa, ma quando si tratta di lingue straniere, è proprio un disastro...hehehe!
     

     
  • 13 giugno 2014 alle ore 9:21
    Una domenica in famiglia

    Come comincia: E' l'ora del pranzo domenicale e la famiglia Malfatti è pronta per condividere un momento che negli altri giorni della settimana non è certo così significativo e socializzante. Mentre i suoi genitori cercano di arrivare ad un accordo su quello che ognuno di loro pensa su Dio, Paolino prepara la tavola per tutti e tre.

    Alla fine della chiacchierata, il marito dice alla moglie: Se Dio esiste, perché non si fa vedere? Lei gli risponde: Esiste e si fa vedere in tutto e a tutti, ma i ciechi di spirito non riescono a vederlo. E se per caso ce la fanno, non lo riconoscono affatto.

    Allora il padre, profondamente sdegnato, domanda al figlio: Tu Paolino, che sei ben più colto e intelligente di noi e non complice di nessuno, cosa ne pensi di questa roba? La madre approfitta della cosa e dice: Sì, figlio mio, diglielo subito ma in "inglese" e senza troppi giri di parole, altrimenti questo nostro "Father Knows Best" non capirà un'acca di quello che gli dirai tu!

    Paolino, sorridendo, dice ad entrambi: Scusate ma non saprei cosa dire al riguardo, ma chissà un giorno cercherei di  informarmi con esattezza anche io. Ma rallegratevi perché, per la nostra fortuna, sono sicuro che i "malfatti" esistono davvero, che sono troppo buoni e che alcuni di quelli fatti da me, ovviamente con la ricetta della nonna, si fanno ora vedere su questa tavola da me preparata con le mie personali modifiche, in base a ciò in cui credo e ho sempre creduto, ossia all'amore e alla gioia di dare qualcosa di speciale non soltanto a me stesso, ma anche a chi mi sta attorno.

    Buon appetito, mamma! Ti amo!!!
    Have a good meal, dad! I love you!!!

     
  • 17 agosto 2013 alle ore 23:05
    Chi si ricorda di me!?

    Come comincia: Come tutti (o quasi) sanno, la mia inseparabile fata madrina era solita dire che, quando avrei smesso di dire tante balle, lei mi trasformerebbe finalmente in un "umano", che era proprio ciò che avevo sempre bramato. Un bel giorno, per insistenza di quel grillo parlante senza nome che nonostante mi rompesse le scatole con troppi consigli e avvertimenti, vedeva davvero lontano e più lucidamente di me, ho preso la "saggia" decisione di cambiare idea e, dunque, di non essere più in grado di continuare ad essere il più famoso "bugiardino" delle favole di Disney, così conosciuto e subito diventato celebre in tutto il mondo anche per il suo naso che lo distingueva da tutti, un beccuccio telescopico che si allungava di qualche centimetro ad ogni sua fandonia.

    In fin dei conti questa mia forma di vita umanoide non è del tutto male, evito di dire bugie e quindi ho un bel naso, ma ammetto che mi sono rimasto un po' deluso e vi dico perché: peccato che non sapevo cosa vuol dire essere un "umano", altrimenti avrei chiesto alla mia incantevole (ma un po' stupidina) fatina magica di trasformarmi invece in un cucciolo di  cane.

     
  • 09 maggio 2013 alle ore 21:37
    Sogno a occhi aperti

    Come comincia: Amore mio, oggi ho sognato ad occhi aperti. Sognavo che ero tornato a casa dal lavoro e te ne eri andato via per sempre. Così ho cercato di chiudere gli occhi e svegliarmi da quel sogno privo di sonno... un terribile incubo che volevo cancellare dalla mia mente, subito e per sempre... un brutto sogno che pian piano si stemperava e annacquava in un mare immaginario dell'universo fantasy creato da me. Chiudo gli occhi e li riapro... mi guardo allo specchio e ti vedo felice nel letto vicino a me. L'incubo è finito, ma la paura resta... una paura immensa di perderti, anche se solo in un sogno ad occhi aperti.

     
  • 07 agosto 2012 alle ore 18:49
    Paolino e suo padre

    Come comincia: Il padre:  Paolino, sei gay?
    Paolino:  Naa, perché, papà?
    Il padre:  Niente di più, solo curiosità!
    Paolino:  Il mio lui lo è però!
    Il padre:  Cosaaaaa!?
    Paolino:  Nulla contro eh!?
    Il padre:  Maledetta curiosità!!!

     
  • 13 luglio 2012 alle ore 7:36
    Sì, sono sempre stato gay!

    Come comincia: Il vento soffiava tra i rami; sospiri seguiti da gemiti rompevano il mistico silenzio. Le ginocchia tremavano forte, ma la curiosità m'incoraggiava ad avvicinarmi a quell'albero. Io, come un'ombra, pian piano mi muovevo verso quei rumori. Troppa paura? Si! Non lo nego! Faccia a faccia con l'albero; un sacco di domande in testa. Chi erano? Che cosa facevano?

    Un ragazzo baciava una ragazza e le toccava le parti intime. Sorpresa! Li riconosco subito! Lui, il mio cugino preferito; Lei, la sua cugina più grande. Fra invidia e gelosia, piango!

    Ero piccolo...ne avevo circa sette, ma la gelosia già la conoscevo. Non invidiavo il mio cugino, ma invece la sua fortunata lei. Volevo sol essere al suo posto, per poter essere baciato da lui.

     
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  • Siddharta è un romanzo dello scrittore tedesco Hermann Hesse edito nel 1922. Considerato dallo stesso Hesse come un "poema indiano", il romanzo presenta un registro molto originale che unisce lirica ed epica, ma anche narrazione e meditazione, elevazione e sensualità, e che lo rende tuttora affascinante.
    La storia narra la vita di Siddharta, giovane indiano, che cerca la sua strada nei più svariati modi. Fin dall'inizio il narratore si dimostra esterno, benché faccia intuire che la storia di Siddharta sia tra le più particolari, non esprime un suo punto di vista. Si può dire che la focalizzazione sia quella del giovane.
    Con Siddharta, Hermann Hesse mi ha conquistato nei primordi della mia adolescenza. Grazie a lui e questa sua fantastica opera oggi posso dire di aver capito molti dei veri valori della vita. Senz'altro un libro che illumina la mente e scalda il cuore.

    [... continua]