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in archivio dal 31 mag 2016

Laura Di Vincenzo

Policoro - Italia
Mi descrivo così: Io sono le parole che scrivo, loro sono la mia essenza e abitano in un posto meraviglioso chiamato anima.
Mi trovi anche su:

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  • Temo il giorno distratto che si alza sull'ombra,
    il logorio di un silenzio assordante di un’ora ingannata,
    percepire la tua carezza di luce sbiadire
    nella trasparenza d’inchiostro.
    Non trovo conforto nell'abbraccio del tempo,
    nel seme che non germoglia nell'arsa zolla,
    nelle esasperate memorie.
     

     
  • 05 novembre 2016 alle ore 19:02
    La parola

    E’ poesia,
    la parola che penetra l'aria stagna di bruma,
    che sfida il limite del tempo,
    che spezza la schiavitù della materia. 

     
  • 06 settembre 2016 alle ore 18:00
    Musa

    Musa, hai rinnegato il mio nome
    soffocando i quantici flussi di pensieri
    che, impetuosi, fluttuano nell'etere
    nell'incoscienza del vero che esala respiri
    di  zolfo e di fiele in questo regno.

     
  • 13 agosto 2016 alle ore 17:27
    Ore

    Vago nella mia notte per sfuggire al giorno,
    in questa vita scandita da lunghi intervalli
    a strangolare stagioni nell'asfissia di stretti spazi,
    alla ragione che soffoca il cuore nello sgretolare delle ore.
    Ore forzate da questo labile tempo. 

     
  • 09 giugno 2016 alle ore 19:12
    Vuoti

     
    Frammenti slegati su un foglio
    di realtà in divenire
    di parole cangianti
    in sequenze d’inchiostro.
    Vuoti di memoria.

     
  • 07 giugno 2016 alle ore 13:11
    Ti ho visto andare via

    Ti ho visto andare via 
    lungo il sentiero delle ombre 
    tra le mie parole di nebbia.
    Scivolare tra i disegni
    astratti della mia follia 
    a riempire spazi vuoti 
    d’impercettibili respiri. 
    Ho sentito i tuoi passi
    ovattati dal silenzio della notte 
    nella luce tremula di una candela
    nell'impalpabile finitezza del sogno
    ad argine di quel pensiero
    che non muta mai.

     
  • 04 giugno 2016 alle ore 20:32
    Il vuoto

    Un’immagine spenta
    abita il vuoto che non sai
    nell'inconsapevole snodare
    di parole sfilacciate senza senso.
    Ingannevole ombra
    effusa da un raggio di luna nel buio
    attenuata nella sbirciata di un tiepido sole
    tra le imposte di una finestra assonnata,
    nello stropicciare di arti superstiti
    a una lunga e infaticabile notte.
     

     
  • 03 giugno 2016 alle ore 17:07
    Verso l'anima

    Verso l’anima
    Come le Driadi vago nei campi coltivati a inchiostro,
    sfuggo al tuo tronco ché gli occhi si annebbiano
    e i tratti segnati restano indelebili al tempo.
    Verso l’anima su quelle grandi distese,
    semi di vita smarrita e parabole disegnate dal vento.

     
  • 31 maggio 2016 alle ore 19:27
    L'attimo perso

    Ho camminato, vani passi,
    sul sentiero dei pensieri schiacciati,
    al ritmo del trotto battuto,
    nella nebbia avida d’ombra,
    nel vento foriero di consapevoli verità.
    Senza chiedere nulla
    al quadrante del tempo,
    all'attimo perso. 

     
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  • 02 agosto 2016 alle ore 19:26
    L’effimera leggerezza dell’essere.

    Come comincia: Sospesa, priva di forza di gravità, nulla che mi leghi alla terra, occhi chiusi a quello che non oso volgere sguardo. Attraversata da pensieri ribelli, indisciplinati e pervasi da una grande passionalità, un flusso che straripa dagli argini d’immaginarie vene, un volo pindarico. Un dolce oblio nel dondolio di fremiti e sussulti. Vesto di parole un senso che mi attraversa e irrompe in una riga di un ultimo verso.

     
  • 21 giugno 2016 alle ore 18:22
    Uno stralcio di "Le parole che scrivo"

    Come comincia: Un forte senso di consapevole complicità li univa, una forma vitale di attrazione mentale, un bisogno reciproco che mai abbandonava, nemmeno per un attimo, la sede dove risiedono gli impulsi più profondi; era difficile lasciarli andare e ancora più difficile scolpirli nella mente solo con l’immaginazione. Gli attimi immaginati non sono vita vera e il tempo non vissuto potrebbe cancellarli per sempre. Ci si abitua a tutto e sfumano memorie.

     
  • 04 giugno 2016 alle ore 20:39
    Stralci di pensieri

    Come comincia: Stralci di pensieri
    La fantasia, sovente, irrompeva nel tumulto della sua anima, come pellicola rivestiva la realtà. Aveva il potere di trasformare le brutture, i pesi schiaccianti, in voli che, se pur illusori, si libravano nella verginità di ogni singolo pensiero. La vita prostrava, con il suo logorante altalenare, gli eventi rotolavano nella sua vita come enormi sassi smottanti su un territorio a continuo rischio sismico; bisognava attingere continuamente dalla riserva di forza interiore, costantemente messa a dura prova, trovare un appiglio per dare senso a tutto quello che un senso non lo aveva. Sara accettava passivamente solo in apparenza, dentro di lei c’era un subbuglio di consapevolezze che, ogni giorno di più, diventavano certezze. 

     
  • 03 giugno 2016 alle ore 17:18
    Stimoli visivi (parole dettate da un'immagine)

    Come comincia: Siamo qui, distesi pelle contro pelle, in un incastro d’anima, divorati avidamente in ogni fibra, avvolti dalle molteplici sfumature del nostro essere, immersi nella magia della notte. Tra le mani il libro intinto d’inchiostro rosso, dove le parole disegnano lo spazio occupato dal mio tempo nel tuo tempo, ermetici suoni sul pentagramma di privilegiate note solo per il tuo udito. Tu che leggi per me variando il timbro vocale a ogni cambio d’intensità, scivolandomi dentro in un susseguirsi di vibrati, colorando ogni sillaba di gesti; la somma delle mie parole, fluttuante, racchiusa in quegli attimi infiniti, mischiata al sangue preme impetuosa nelle vene, complice dei sensi. Una sensazione indescrivibile, una sorta di vuoto pieno di emozioni che pulsano dall'interno fino ai confini esterni della pelle, un solletico di un avido bacio sul ventre.