username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

in archivio dal 13 gen 2013

Sebastiano Impalà

12 giugno 1960, Reggio Calabria - Italia
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
  • 22 marzo alle ore 21:24
    Fui

    Fui greco e saraceno
    arabo e normanno
    francese nella testa
    spagnolo nell'inganno.
    Risoluto e trasparente
    come acque terse
    che sgorgano d'Alcantara.

    Vivido e possente
    sicano d'intelletto
    fiero dell'esistere
    fra le alture e sopra i mari.

    Aquila dalle ali immense,
    in cerca di nuovi amori
    provvista
    di occhiali spessi
    per non vedere il male.

     
  • 18 febbraio alle ore 22:17
    Il mantello di San Martino

    Assecondo questi attimi
    che portano alla gogna, con noncuranza,
    senza alcuno stile.
    Mi spoglio
    di questi abiti macchiati
    per darli via al mendicante
    che incrocio per la strada
    e non nascondo gioia, a bocca aperta,
    rendendo gloria a chi non ha mai amato
    quel verseggiare atonico che, dal mio cuore,
    esplode all’ improvviso.
    Son nudo, incandescente
    frivolo e pensante
    nel dormitorio di cervelli spenti.

     
  • 24 gennaio alle ore 20:47
    La follia di Omero

    Ho incontrato Itaca
    nei lunghi viaggi
    che mi condussero all’amore.
    Pellegrino inquieto come Ulisse,
    fui re per una notte sola
    nell’alcova discutibile di Circe,
    fra flebili richiami di sirene
    e il caldo abbraccio di Nausicaa.
    Avrei voluto mangiare la mia terra,
    nutrirmi di cibi prelibati
    e non soffrire per guerre e sotterfugi
    che furon dagli Dei organizzati.
    Ma il fato, si sa, non è mai probo,
    riserva dolori e pentimenti
    voltandoti la schiena all’improvviso
    per riportarti indietro di vent’anni.
    Seguii la mia sorte, con coraggio,
    solcando mari impraticabili
    e calpestando terre menzognere.
    Infine ti trovai, isola mia,
    stanco distrutto e amareggiato
    per ricomporre le tessere di un sogno
    che il folle Omero
    aveva programmato.

     
  • Le ragazze cattive
    ti bruciano dentro
    con unghia laccate
    e la voglia di averti
    sopra divani sgualciti,
    su metrò abbandonate...
    lungo strade tortuose
    ti cercano ancora
    per lasciar segno di sé.

    Le brave ragazze
    ti stanno vicine
    sinuose passeggiano
    lungo i declivi più dolci,le piatte pianure.

    Non ti chiedono mai,
    se l'incontri per strada
    chi fosse il tuo amore,
    l'ennesima croce che porti sul petto.

    Sono così,
    leggere e friabili


    dentra tazze da tè.

    Le sorelle malvagie

    ti succhiano il sangue

    quando ti baciano,

    ti svuotano dentro

    e dopo, felici,corrono via.

    E tu le rincorri

    da stupido amante

    cercando negli occhi

    del gelido inverno

    risposte tranquille

    per fugare l'insonnia.

    Quelle tranquille

    tu le ami a metà

    sentendoti vecchio

    alle loro lusinghe,

    ormai prigioniero

    di antiche passioni.

    E ti ridesti

    sudato e distrutto

    da caldo e scirocco

    in un sogno d'estate

    e,

    l'unica cosa

    che vai a cercare

    sono le donne cresciute

    che ti hanno fatto impazzire

    senza alcuna pietà.

     
  • 28 dicembre 2016 alle ore 19:18
    Vibrazioni di una storia

    Racconto 
    il mio passato
    di giorni inerti
    e notti illuminate,
    di paraventi issati
    sulla spiaggia
    per dissodare il vento,
    di persone conosciute e mai vissute.

    Racconto
    il respiro dei vent'anni,
    l'ultima ruga dei cinquanta,
    del mio cammino ardito
    sui tuoi passi incerti.

    Io narro di te
    di me,
    la nostra storia appena cominciata.
    Audace lembo di pelle
    del tuo collo,
    profumo di zagara infinita
    in questo aprile
    che non finisce mai.

    E siamo a maggio
    con i pensieri
    rivolti verso il mare
    ad aspettare
    sudori che colano
    copiosi
    sui nostri corpi eterni e rinfrancati.

     
  • 14 luglio 2016 alle ore 11:41
    L'amore che ti prende all'improvviso

    L'amore
    che ti prende 
    all'improvviso
    ti entra dentro l'ossa
    e spacca il cuore. 
    Si nutre 
    di momenti di deliri,
    si staglia dai concetti del banale.
    Si attacca alla tua pelle
    e non ti lascia,
    massaggia le tue vertebre dorsali
    e vive all'infinito nello sguardo
    di due amanti agili e vitali.
    Non muore
    nelle gocce del sudore,
    si snoda come un vortice impazzito
    nel sangue e sulla bocca,
    di due innamorati come noi.

     
  • 02 dicembre 2015 alle ore 9:27
    Suoni siciliani(a Tindari)

    Melodia dolce
    esala dalle colte pietre,
    odore di menta e nepitella
    fra i gerani esposti al mare
    di sabbie miracolose.
    Giace, muta, la vetta prodigiosa.
    Colpita qua e là
    da raggi iridescenti,
    cromatica soavità
    agli occhi dell’incantato, rivolta.
    Proteggi con i cipressi in fila
    l’uomo che venne da lontano
    per lasciarti immortale firma di poesia
    dove sulla stessa terra
    egli nacque e pianse
    amare lacrime di ellenica vecchiezza.
    Piange ancora
    fra intrecci di ulivi e rigagnoli d’acqua
    quel fischio di vento
    accovacciato fra le pietre
    aspettando il sorgere del sole,
    fra miti tintinnii di campanelli d’aria.
     

     
  • 29 agosto 2015 alle ore 14:04
    Avrei bisogno

    Avrei bisogno
    di silenzi immensi
    quando ti stringo fortemente
    a me
    ma inutili parole
    si addensano su noi
    come punteruoli d'agavi
    su candide tovaglie.

    Le occasioni d'abbandono,
    rarefatte e semplici,
    ci accostano all'amore,
    lontani anni luce
    da quel verbo
    che è consono soltanto
    agli oratori.

    Vivremmo di un mutismo
    apocalittico,
    sognando
    di un futuro colorato
    negli angoli dispersi
    del piacere,
    sui letti smantellati
    dell'ardore.

     
  • 12 maggio 2015 alle ore 13:22
    Ero solo un ragazzo

    Ero solo un ragazzo
    A quel tempo
    ero solo un ragazzo
    giocavo alla morra
    e guardavo le stelle.
     
    Amavo la vita
    e fischiavo nel vento,
    le mani nei jeans
    e gli occhi perplessi,
    leggevo romanzi
    su vagoni di treni.
     
    Andavo veloce
    a rincorrere il vento
    pedalavo gioioso
    sulle strade del cielo,
    sedando la voglia
    tra una gonna sdrucita
    e un lembo di terra genuina.
     
    Poi venne la vita
    coi suoi pentimenti,
    inutili incontri di corpi sbiaditi,
    lacrime e sale in piccoli gesti.
     
    Adesso son uomo
    di carte e pensieri,
    di amori sanguigni in notti d’estate
    e cerco la luna
    per poter dialogare.

     
  • 17 aprile 2015 alle ore 13:53
    Visioni senza età

    Visioni senza età
    Dipano ragnatele
    nel profondo del mio cuore,
    cantilenando
    orecchiabili canzoni
    per assopire l’inutile visione
    che ho di te.
    Io non ti cerco,
    per le strade, nella notte,
    come facevo un tempo
    col fiato grosso in gola,
    il sangue che scorreva all’inpazzata.
    Ero un fiume in piena
    quando la tua pelle
    combaciava nettamente con la mia
    e il tuo odore
    penetrava gli anfratti più sottili
     del mio esistere.
    Ora sei via,
    libero atomo nel cielo,
    felice nella tua distrazione
    di donna solitaria
    e senza età.

     
  • 08 febbraio 2013 alle ore 22:11
    Mediterraneo

    Onde cavalcanti

    lungo sabbie sode

    di un mare mediterraneo

    in cerca di pace antica.

    Occhi di persone

    scrutano

    granelli di esistenza

    come olive umide

    al frantoio della vita.

    I capitani di navi

    scorrono

    le rotte dell'incanto,

    idee sommerse

    ed anticaglie sparse

    sui concetti di lussuria

    ricavati in ogni porto.

    El li' sedano

    le proprie voglie strozzate

    senza chiedersi perchè

    il mare conduce

    a solitudini remote.

    Noi viviamo

    questi episodi

    come fotogrammi onirici

    e siamo postriboli d'amore

    dove

    nessuno trova

    risposte consistenti...

    il sole appare

    e cancella ogni cosa

    persino i nostri sguardi,

    rimasugli di salsedine.
     

     
  • 02 febbraio 2013 alle ore 13:44
    Coralli

    Al calar del giorno
    mi ritrovo in te
    accovacciato
    dentro i tuoi pensieri
    nudo e senza fame,
    sazio solo
    dei tuoi complessi verbi.
    E
    mi perdo
    nelle anse coralline
    dei tuoi occhi,
    precipitando felice
    nei fondali del tuo amore.

     
  • 30 gennaio 2013 alle ore 6:30
    L'amante francese

    Quando ti dissi
    ti amo
    tu mi guardasti incredula
    convinta che il mio cuore
    fosse già volato via.
    Allora
    lo ripetei in francese
    e,nella lingua di Montaigne,
    tu mi credesti e ti convinsi.
    Versai torrenti d'emozioni
    sopra te,
    lungo la schiena ardita
    respirai il tuo odore
    e sporcai di nero china
    il quaderno
    che giaceva intorno a noi.
    Sulle cime del mondo
    ti portai e mi portasti....
    salimmo vertiginosi picchi di piacere,
    angeli senza ali
    fummo noi in un istante.
    Poi,la quiete
    s'impossessò di noi,
    strinse le nostre mani
    con le corde dell'unione
    e tornammo a vivere....
    come sempre...
    gli umili concetti
    della quotidianità.
     

     
  • 26 gennaio 2013 alle ore 23:10
    ***Cetre spezzate(novelli aedi)***

    Quando
    il vento si placa
    la tua bocca mi cerca
    sotto calde lenzuola
    mi lambisce la gola.
    Nel silenzio del giorno
    cuori nuovi
    che pulsano
    nell'immenso sapore
    di delizie mai viste.
    Io non vado lontano
    per poterti cercare,
    condizione di vita
    che rasenta il morire.
    Salgo
    colli infiniti
    dove stanno i poeti
    che,
    con cetre spezate,
    armonizzano il mondo
    con corone d'alloro,
    inondando la terra
    con ruscelli d'inchiostro.

     
  • 20 gennaio 2013 alle ore 15:17
    Scirocco

    Ho la mente sgombra
    da ricordi inerti
    in questa notte
    dai pensieri arditi.
    Rinasco ancora
    sotto forme nuove
    nei contorni netti
    dei lamenti assorti
    e resto in te
    a diluir le ore,
    per spezzare il tempo.
    Non torno più
    ai miei giochi imberbi,
    amo il tuo cuore
    e con esso pulso,
    spargendo forte
    la mia essenza d'uomo
    ai caldi venti del soffrir comune.
     

     
  • 16 gennaio 2013 alle ore 17:59
    Cantico dell'amore

    Battere le mani

    contro il muro

    non è gioire nella notte..

    Incontrare

    i tuoi occhi nell'immenso

    è

    come scoprire l'eterno

    mentre mangio

    la tua bocca di baci.

    Scopro

    di non morire

    nell'inganno...

    Con te.
     

     
  • 14 gennaio 2013 alle ore 21:48
    Stromboli

    STROMBOLI E' FUMO
    E' VITA DI CUORI RALLENTATI
    E' MAGMA DI UN VOLTO
    INVESTITO NEL BUIO
    DI NOTTI LUNGHE E STELLATE.

    E' ROCCIA
    RIARSA DAL SOLE
    FORMA DI FACCE
    SCOLPITE DAL VENTO PERENNE
    E' UN DIO AFRICANO
    DA MALEDIRE E D'AMARE.

    E' NATURA DI CASE
    PICCOLE E BIANCHE
    IN  SONTUOSO CONTRASTO
    CON SABBIE VULCANICHE,
    E' PELLE BRUCIATA
    DA RAGGI MALIZIOSI E SUADENTI
    INVENTANDO L'AMORE
    IN PICCOLI ANFRATTI DI TERRA....
    E, PERDERSI COME CONIGLI
    LUNGO SCIARE DI FUOCO
    SPREMENDO AMBRATE BOTTIGLIE
    DI LIQUIDI DOLCI.

    E SALIRE DI NOTTE
    DA SOLO
    IN CIMA A PENSIERI STANTII
    SENTIRSI COMPRESO
    NELLA VACUITA'
    DI UN CONCETTO
    MORENDO D'INCANTO.

    IL DOMANI
    E' UN FRUTTO GELATO.

    TU
    QUESTO LO SAI,
    TIMIDA ISOLA!

     
  • 13 gennaio 2013 alle ore 20:18
    Effetto freddo

    Lamina bianca
    densa di effetto
    sopra di noi si posa,
    al mattino.
    Si alza e sonnecchia
    per strada,spedita,
    tendendo agguati
    al freddo
    di sasso duro.
    Ci incontriamo
    la sera
    nudi di vita e di sogni
    a mutare scatole cinesi
    di giornate
    affannosamente respinte.

     
elementi per pagina
  • 26 settembre 2016 alle ore 19:30
    Marie

    Come comincia: Il mare era calmo, dopo una notte di burrasca. Le onde placide
    avevano perso il crespo e adesso si vedevano smorzate, come posate su un velluto d’acqua.
    Guardai dentro il blu cobalto e mi immersi negli occhi assonnati del mattino.
    Un ricordo mi sovvenne all’improvviso. I contorni della bocca di Marie, le labbra tumide e
    dischiuse, i capelli corvini che viravano al blu e gli occhi neri simili a quelle delle donne arabe
    che spuntano, magnetici, attraverso le fessure del chador............

     
elementi per pagina
elementi per pagina
    • Tu, mio
    • 27 febbraio alle ore 19:26

    Siamo nel dopoguerra su un'isola del Tirreno.
    Un adolescente, voce narrante del libro, scopre il mare, la pesca e l'amore. Non è il classico amore adolescenziale ma la scoperta della storia triste e disperata di Caia (Haiele in ebraico) che lo induce ad una maturazione repentina. Di colpo diventa adulto e matura quel senso di protezione tipico dei grandi. Erri De Luca, anche questa volta, affonda la sua penna nel cuore dei personaggi, facendone emblemi di periodi storici come quelli del dopoguerra, epoca in cui le ferite appena subite stentano a rimarginarsi e il suo protagonista principale prende coscienza della propria ribellione interiore. Centoquattordici pagine per pensare.

    [... continua]

  • È sempre difficile accostarsi alla lettura di una silloge poetica altrui.
    Se poi stimi l’autrice per i suoi valori umani e letterari, la cosa diventa quasi ardua.
    Nel caso di Bruna Cicala, autrice della splendida silloge “Tra dune di lava antica”, tutto diventa più semplice e scorrevole.
    Le poesie che la compongono vanno lette lentamente, in quanto ricche di particolari doviziosamente descritti con l’arguzia di una donna che ha vissuto e che vive a stretto contatto col mare che, anche per lei, è fonte d’ispirazione. Dalle acque tirreniche vanno e vengono imbarcazioni cariche di salmastro e di mercanzie, uomini che trasportano sentimenti ed esalano profumi inebrianti.
    Autrice sanguigna e assolutamente introspettiva, riversa le sue angosce e il suo ineffabile spirito di osservazione, frammisto ad un sottile umorismo, in tutti i suoi scritti. Poetessa con le ali di rondine, con la saggezza dell’età e la voglia di vivere imprigionata nella gola.

    [... continua]

    • Mariti
    • 22 luglio 2014 alle ore 9:44

    I tanti racconti che compongono la trama di questo libro della scrittrice messicana hanno, come filo conduttore, la costante presenza di uomini in relazione al preponderante mondo femminile. Sono figure secondarie, tristi macilenti ed avulsi dal contesto matriarcale di certe società in cui la donna è traino assoluto. Il dipinto ironico, i luoghi, le figure ambigue e le contraddizioni di un popolo assolato e pigramente adagiato su antichi pregiudizi fanno da sfondo in questa piacevolissima descrizione della Mastretta. Autrice diretta, non lascia nulla al caso. Dipinge magistralmente le figure, facendole apparire nella loro totale essenza, senza orpelli, dando forza alla donna con le sue pennellate di assoluta intelligenza ed ironia.

    [... continua]