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Autore

Sebastiano Lorusso

in archivio dal 16 mar 2017

22 dicembre 1991, Bari

mi descrivo così:
Mi piacciono i mattoni delle città, le persone che hanno storie da raccontare, tutto ciò che rimane nelle strade il sabato notte quando tutti sono tornati a casa, le chiacchierate tirate per le lunghe, l'odore delle soffitte, la gente negli ostelli, i panni stesi sui balconi delle case popolari.

11 aprile alle ore 0:23

Ode alla vita

Domani forse
smetterò di dormire,
rimarrò chiuso
nei cessi
ai grandi magazzini,
mangerò caramelle rosa
e starò a terra.
Tutta la notte
faccio un giro
in bicicletta
tra i palazzi grigi
dei quartieri malfamati
i lampioni spaccati
e neanche una stella.
Forse tutto il giorno
rimango al cinema
a guardare
pellicole sbiadite
sbronzo di popcorn
andati a male
e bollicine.
Pensavo alle moquette
e al velluto rosso
che sarebbe bello
dormirci.
Pensavo alla strada ghiacciata
e se è scomodo
spacciare eroina
coi guanti bucati
quando fa freddo
anche nei sobborghi
in mezzo al cemento.
Pensavo alla neve
se cade mai sui grattacieli
e se escono tutti
incravattati a giocare.
Pensavo al tramonto
se c’è anche quando il cielo è grigio
sul mare
e i gabbiani piangono
come noi
o semplicemente dicono
andiamocene a dormire
nei nostri nidi
chissà dove.

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