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Poesie di Annamaria Vezio

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  • 10 novembre 2013 alle ore 19:38
    Nell'ago, io e te

    Mi senti,lento e tepido

    m'inoculo e m'allargo

    Calore soffice, entro

    Da un timido poro mi spalmo

    e del sangue tuo, m'approprio

    Ti prendo

    Ti conduco

    pei sentieri che non conosci,

    nella mente tua proietto

    colori e luci e forme

    che chimera tua non seppe

    vedere mai

    Io ho il possesso

    di quel che per te più non esiste

    E di possesso t'innamoro

    Prendi ciò che ti dono

    ché sempre mio tu sei

    Da solo ormai non sai

    di cieli lindi e d' odorose onde

    solcar la cresta

    Solo di profondo

    l'amar sapor conosci

    e di bui neri intermittenti

    s' è avvolto il mondo su di te

    Bambino mio hai perso

    l'istante che pur fu tuo

    Quel buco dentro al braccio

    - antro accogliente, di giovane giunco-

    è la mia porta per l'inferno,

    il mio passaggio

    Sogna, sogna ancora

    cieli e voli nell'immenso

    ma sol per poco tempo

    che al risveglio

    nel folle mio disegno,

    dell'anima tua l'essenza

    in disintegrate ombre

    nello spalmato buio,

    insieme a me vedrai.

     

  • 07 novembre 2013 alle ore 21:29
    Ventaglio

    Sciolsi i miei capelli
    sul tuo petto,
    ventaglio di note armoniose,
    per carezzare il tuo cuore
    l’anima e il corpo
    Le tue mani nel ventaglio
    suonarono musiche struggenti
    E piansero i salici,
    i girasoli chinarono il capo
    le rane nello stagno zittirono
    Cicale e grilli smisero di cantare
    Ombre di mani coprirono ogni luce
    e nel tepore del silenzio
    ci amammo.

  • 06 novembre 2013 alle ore 16:28
    Parole s'addormentano

    Parole

    rincorrono il pensiero

    ne afferrano i colori

    stupite lo spandono

    Ma esso fugge

    potentemente fugge

    E parole restano appese

    a filamento di tenue colore

    Fra ali d' ombra evanescente

    il pensiero

    che ora c'era ed or non c'è più

    s'addormentano parole.

     

  • 02 novembre 2013 alle ore 20:07
    Nebbia

    Guardavo

    sfilacciarsi i cirri nell'aria

    poi, divenir coltre

    e ogni cosa avvolgere

    Coda

    di particelle eterne ritrovate,

    divenir manto

    e ogni cosa avvolgere

    Sorrisi senza denti

    e braccia uguali ad ali

    e ogni cosa avvolgere

    Ed io

    piccola cosa fra le cose

    piccolo granello della montagna

    con e nella montagna

    lievemente stesi

    e in ogni cosa avvolte.

     

  • 01 novembre 2013 alle ore 0:49
    Sensi sottili ed. Il mondo di A in volo

    Sono in un senso sottile

    che naviga nell’anima

    e vibro nel vento che mostra

    della terra il respiro

    Con lui e come lui

    voglio essere

    perché sono reale

    come il vento

    e lascio la mia impronta

    Questa io sono

    e questa tu mi devi sentire

    Fratello che mi stai accanto

    amante che mi hai vissuto

    figlio che ti sei nutrito

    del respiro mio

    nemico che hai goduto

    l' amaro tempo mio

    passante che hai gioito

    la gioia mia

    Non cercarmi, ti prego

    fra le nefaste folle

    Lì, non mi trovi.

  • 18 ottobre 2013 alle ore 0:44
    A Pianavia, a la sua gente (Liguria)

    Fra le vergini terre

    addormentate eppur sveglie

    un rintocco appena

    di campana all'erta

    a rammentar che il tempo

    già vissuto è andato

    Non manca ora

    che di ricordar si scorda,

    e pur la mezza,

    per i disattenti!

    L'ho proprio qui

    sul capo mio il rintocco

    e sembra redarguirmi

    sottolineando

    che il tempo mio,

    che troppo tengo in mente,

    è in realtà finito

    e nuovo suono devo imporre

    a quel che troppo in fretta passa

    Or che l'ascolto, sento

    che l'onda del momento

    è assai lenta

    Per meglio pregustar l'presente

    d'essa m'innamoro

    e m' appartengo.

    Fra le vergini terreaddormentate eppur sveglie

    un rintocco appena

    di campana all'erta

    a rammentar che il tempo

    già vissuto è andato

    Non manca ora

    che di ricordar si scorda,

    e pur la mezza,

    per i disattenti!

    L'ho proprio qui

    sul capo mio il rintocco

    e sembra redarguirmi

    sottolineando

    che il tempo mio,

    che troppo tengo in mente,

    è in realtà finito

    e nuovo suono devo imporre

    a quel che troppo in fretta passa

    Or che l'ascolto, sento

    che l'onda del momento

    è assai lenta

    Per meglio pregustar l'presente

    d'essa m'innamoro

    e m' appartengo.

     

  • 07 ottobre 2013 alle ore 14:25
    Nell’onda l’ascolto, stanotte

    T’ascolto stanotte,

    il tuo respiro col mio

    e mentre ruggisci

    inondando la rena,

    t’ascolto

    Si confonde la nota,

    che il petto mio innalza

    e si poi sprofonda

    nei polmoni l’eco ,

    coll’alzarsi e abbassarsi

    dell’onda tua nera,

    pesante

    Ti ho sentito stanotte

    mare mio respirare

    in armonia il mio respiro

    e mi narravi di vite

    che or' io,

    per tua voce conosco

    T’ascolto, stanotte.

     

  • 25 settembre 2013 alle ore 15:37
    Nel canto di una eco

    Canta una eco
    nel silenzio della mente,
    riporta lembi di parole
    sussurrate sulle labbra
    e disegnate sulle tele,
    si miscela nei colori
    poi si libera in un pianto
    e lentamente scorre
    e si redime dentro il sangue.

     

  • 24 settembre 2013 alle ore 22:44
    Senza amore

    È cambiata la mia vita

    Sto cambiando

    e non c’è il tempo

    per farmi vivere

    il cambiamento

    Non ho più bimbi

    da portare in grembo

    per tracciare il futuro

    Non ho più l’amore

    che mi mostra l’eterno

    del mio sentire

    La luce è diventata

    un muro senza specchi

    un muro di gomma

    che mi riporta

    nella mia stanza

    sul mio divano

    Sola col mio silenzio presente

    senza il riverbero del domani

    ché domani

    senza l’amore

    domani

    non c’è.

     

  • 16 settembre 2013 alle ore 21:26
    Le mani

    Quante grazie per meil Creato ha riservato

    Nelle mani mie ha lasciato

    scorrere il calore

    che dalla pelle irrora

    la pelle altrui

    e nella tenerezza discioglie

    del di lui il dolore

    Frammenta fra le dita

    il suono del colore

    che mi permette di conoscere

    i silenzi ondulati del mio cuore

    fissandoli nel tempo fermo

    di una tela innamorata

    Mi ha dato di sapere,

    l’altrui pensiero

    e di guardar nell’intimo

    senza sapere

    Oh, sì il Creato

    con me ha giocato,

    mi ha mostrato anime

    da consolar con un sorriso

    ed altre ancora

    di col sorriso salutare

    e lasciare

    Fa scorrere il calor nel sangue

    per trasmettere l’amore

    e lo fa gelare, sulle punte delle dita

    per ripararsi dal dolore

    Le mani, le mani,

    nelle mie mani

    il Creato si diverte

    regalandomi i suoi misteri

    per farne cieli tersi e aperti

    spalmati sulla punta

    del cuore mio bambino.

     

  • 15 agosto 2013 alle ore 0:07
    Anima

    Anela lo sguardo
    volgersi all'anima
    e riconoscerla.

  • 14 agosto 2013 alle ore 23:15
    Con Arno

    Questa vita incompiuta

    i silenzi della ricerca

    la mestizia del silenzio

    Il silenzio del cuore

    le lacrime che scivolano

    senza pudore e senza rumore

    Il mio cammino leggero

    su erba morbida

    in simbiosi con le acque

    dell’Arno

    diventa la mia preghiera:

    “fratello Fiume

    porta via i miei sentire

    portali nel mare e lì purificali

    Fiume prendi i pensieri tristi

    che pesanti

    schiacciano le menti

    e nelle onde del divenire

    portali ad amore

    Per chi non conosce i suoi suoni

    ma ne immagina i colori”

    Amen

  • 22 luglio 2013 alle ore 16:27
    Liriche stolte e stolti poeti

    Son liriche stolte

    se all'amor inneggia

    ogni strofa

    e l'amor nel sangue

    invece dorme

    È poesia artefatta

    se alla metrica esatta

    costringe il pensiero

    e di badar al flusso

    non s' importa

    E se il flusso è diga

    da esperta man foggiata

    come può un fiume

    cader nel suo canto?

    Amici miei vi dico:

    se proprio per rima

    il vostro dir volete

    non ite pe' campi

    che di profumo inebria

    il cor e la mente

    Dell'anima blandita

    lasciate sia il poeta

    quello vero

    povero e sapiente

    a cantar del cor

    i turbamenti.

     

  • 17 luglio 2013 alle ore 17:09
    Penna

    Mi siedo

    ed ecco per incanto

    la mano mia ritrovo

    a stringere una penna

    che per magia compare

    e senza comando scrive,

    raffio

    dell’anima mia,

    aggancia i pensieri

    a me stessa sconosciuti

    e a riva porta

    sul chiaro della rena

    di sole illuminata,

    meduse

    gelatinose e trasparenti

    di indaco impastate e lucidate,

    le guardo, tremolanti fondersi

    tra l’ultimo respiro dell’onda

    e l’abbraccio della ghiaia

    e mi guardo,

    guardo l’anima mia

    di pensieri azzurri colorata.

    La vita di un poeta, il suo sentire, differisce dagli altri forse per la facoltà di rendere le proprie visioni realtà tangibile, il luogo dove riposare e nutrirsi di nuove energie.

     

  • 14 luglio 2013 alle ore 20:43
    Buganvillee

    Cunei di buganvillee 
    fiammeggianti
    sull'asfalto bianco
    ridendo si rincorrono
    in questa sera 
    d' estate ventosa.

  • 24 giugno 2013 alle ore 19:14
    Leone nel mio ventre

    Leone silenzioso e mesto

    vago

    tra terre rosse e mute foreste

    Ogni suono accanto al passo

    e ogni musica che al ciel s’eleva

    al mio andar zittisce

    D’umiltà s’addormenta la natura

    e lenta s’inchina

    all’ombra mia che appare

    piegando l’erba col suo peso

    ché è l’ombra che è greve

    e non il pianto

    che il manto mio rosso,

    di glorioso leone a spasso,

    di rinnovato lucore

    lava.

  • 22 giugno 2013 alle ore 20:14
    Un giorno al finire

    Lento un velo

    dal mare s’innalza

    Pennellate distratte

    di blu

    l’orizzonte esalta

    Ali si spiegano

    a tagliar la linea, lì

    dove il mondo finisce

    Resta fermo lo sguardo

    sul velo pudico

    che il viso del sole

    lentamente occulta

    Son occhi quei cirri

    a tergo d’un tiepido vento

    che scemando, accarezza

    e con cura disegna

    languidi occhi

    di un giorno al finire.

  • 10 giugno 2013 alle ore 14:53
    Abbracciami

     Abbracciami

    ti prego, stringimi

    Avvolgi

    questo mio dolore

    di ali di onde

    Sommergimi

    di colori di cielo

    Abbracciami

    ti prego

    Cancellami.

  • 06 giugno 2013 alle ore 16:01
    Ali sui chakra e pensieri nani

    Volute di colore sfumato,
    dall’azzurro al verde
    e poi all’azzurro ancora
    in cerchi e spirali lunghe,
    dall’alto in basso
    e dal basso in su,
    come un’aurora
    su il corpo mio s’avvolge
    E sento dai chakra
    miei fluire
    ogn’angoscia
    e ogni pensiero nano
    nella notte va a morire.

  • 06 maggio 2013 alle ore 15:38
    Nell’onda l’ascolto, stanotte

    T’ascolto stanotte,
    il tuo respiro col mio
    e mentre ruggisci
    inondando la rena,
    t’ascolto
    Si confonde la nota,
    che il petto mio innalza
    e si poi sprofonda
    nei polmoni l’eco ,
    coll’alzarsi e abbassarsi
    dell’onda tua nera,
    pesante
    Ti ho sentito stanotte
    mare mio respirare
    in armonia il mio respiro
    e mi narravi di vite
    che or' io,
    per tua voce conosco
    T’ascolto, stanotte.

  • 02 maggio 2013 alle ore 21:53
    Rimmel

    Davanti allo specchio

    la mano cancella

    con il trucco

    la stanchezza di vivere

    ma essa violenta

    si rifiuta di andare

    e lotta tenace

    tornando sul viso.

  • 24 aprile 2013 alle ore 16:41
    Immobile l'anima celava il mio spirito

    Immobile l'anima grigia
    senza vedere cercai
    quel basilare frantume di me
    nell'oblio caduto
    Fu un istante
    quello in cui caddi
    e trovammi nel tiepido liquido
    dove cellula pura d'essenza
    posava ignaro il mio io
    Ero lì,
    vidi me stessa
    e in suono s' effondeva risposta
    a muti miei dubbi:
    “spirito”
    Il mio spirito acquattato aspettava
    dall'esser dal Nulla scoperto.

  • 09 aprile 2013 alle ore 19:54
    Urla del silenzio

    Ho gridato alla mente
    parole strascicate
    a lei ho soffiato aliti di ombre
    Ghirigori grigi di grigie nubi
    hanno impastato il pensiero
    Nello sterno grida di battaglia
    e lame lucenti
    han perforato e trafitto
    ogni goccia di luce,
    ammanettata e sporcata
    l'han strusciata fra l'ombre
    Un lampo
    Un tuono
    Trema lo sterno squartato
    e grigie nubi in ghirigori grigi
    risucchiano aliti di ombre
    Una goccia di luce
    lava il pensiero dall'impasto
    E nelle grida di battaglia
    s'ode forte e roboante
    la voce urlante del silenzio.

  • 28 febbraio 2013 alle ore 15:53
    Pensieri nani

    Volute di colore sfumato,
    dall’azzurro al verde
    e poi all’azzurro ancora
    in cerchi e spirali lunghe,
    dall’alto in basso
    e dal basso in su,
    come un’aurora
    su il corpo mio s’avvolge
    E sento
    dai chakra miei fluire
    ogn’angoscia
    e ogni pensiero nano
    nella notte va a morire.

  • 20 febbraio 2013 alle ore 12:24
    S’abbandona la palpebra

    Immerso lo sguardo
    nel cinerino manto del cielo
    l’aria smossa
    dalla danza del pensiero,
    inciampo in fughe di foglie
    mentre l’aria colora se stessa
    lacrimando gocce d’arcobaleno
    Cadono
    le mie dita sulle parole,
    si addormenta sfinito il foglio
    e s’abbandona la palpebra
    su questo mio giorno.