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Autore

Iris Vignola

in archivio dal 11 mar 2015

La Spezia - Italia

segni particolari:
Autrice di libri fantasy e poesie.

mi descrivo così:
Ho pubblicato il primo volume della mia trilogia "La stirpe di luce" in versione italiana e inglese (Dinasty of light), tre libri poesia e presto la terza edizione del mio libro di fiabe in inglese "Into the fantastic world of fairy tale".

10 agosto 2015 alle ore 12:04

UN ESTRANEO NELLA MIA VITA - IRIS VIGNOLA

Il racconto

La sua vita sembrava trascinarsi, come per inerzia, verso gli anni in cui la

saggezza dovrebbe essere la virtù predominante, avendo oltrepassato da un

tempo quasi dimenticato, i primi anta.

Il tempo, per lei, possedeva l'aspetto di un cavallo alato, tanto volava in fretta,

diretto ad un traguardo finale che, in questo modo, non sarebbe stato più così

lontano.

Purtroppo questo suo vivere insensato non procedeva di pari passo con la sua

essenza vitale, sia interiore che apparente, con il suo “io” ancora prorompente,

ancora adolescente, avido d'amore e di passione ma, nel contempo, rassegnato,

da anni, alla solitudine di un rapporto coniugale privo di consistenza, che la

costringeva ad una prigionia le cui catene risultavano invisibili ad occhio umano,

ma non per questo inesistenti e facili da spezzare.

Non aveva scampo.

Non era felice, forse non lo era mai stata veramente, forse non era mai stata

davvero amata, se amare è volere il bene dell'altro, in qualsiasi modo, al di sopra

di ogni altra cosa.

Inaspettatamente è apparso.

E' giunto con dolcezza, in una sera di primavera in cui nell'aria frizzante, al pari di

quella mattutina, aleggia la fragranza dei fiori appena sbocciati che penetra nelle

narici, appagando l'olfatto.

Gli si è avvicinato, in quel terrazzo affollato dell'hotel.

Non lo avrebbe guardato, se le fosse passato accanto per strada, certamente un

bell'uomo, ma niente di eclatante.

Le ha domandato la sua provenienza, rivolgendosi a lei con una cadenza del nord

Italia, probabilmente lombarda e l'ha invitata a ballare un liscio, un invito che si è

vista costretta a rifiutare, come del resto aveva sempre fatto, a causa del divieto

di suo marito di ballare con altri, seppure egli stesso non sapesse muovere un

passo.

Costretta a malincuore, troppo, per lei che non si era mai sentita a disagio nel

negarsi a pretendenti ballerini.

Si è gettata nella mischia, ai ritmi frenetici da discoteca, ballando per tutta la sera

e parte della notte, con movimenti sensuali, conscia di essere ancora una donna

affascinante e piuttosto appariscente.

Non perdendolo di vista un solo momento.

Un incontro inaspettato, un uomo più giovane, una boccata d'aria fresca, una

sferzata di vita che sta incidendo un marchio indelebile nel suo cuore.

Un estraneo entrato a passi felpati nella sua vita, che ha scalfito l'impenetrabilità

della sua anima inerme e indifesa, succube di un perenne appiattimento.

Teneramente è riuscito a farsi strada, fino a sconquassare prepotentemente il suo

essere, arrivando ad annullare la razionalità del buonsenso.

Traditrice! Una sensazione terribile, inconsueta, della parvenza di un amore

malato, egoista, possessivo, violento, di cui, da troppo tempo, esiste solo l'ombra,

impalpabile, incorporea, ciononostante sempre presente.

Una sensazione atroce contro la quale combattere per non soccombere, per non

vivere di rimpianto.

Lasciarsi andare sembra impossibile, la felicità del momento appare

irraggiungibile.

Irreprensibilità e dignità avevano sempre fatto parte della sua natura di donna,

erano poste all'apice nell'elenco delle sue virtù.

Non è semplice sconfiggerle.

Una morsa persistente allo stomaco è il sintomo inequivocabile della lotta

interiore che, un giorno dopo l'altro, l'affligge, togliendole persino il respiro.

Ma se non le è facile cedere, le è impossibile rinunciare.

La consapevolezza di un amore, che mai avrebbe pensato di poter provare

nuovamente, si fa strada, giorno dopo giorno, nella sua mente in balia di pensieri

che cozzano continuamente l'uno contro l'altro.

Il timore di vivere in eterno rimorso le è sempre a fianco, convive con lei.

Quale strada scegliere?

Ah, se qualcuno potesse decidere per noi quello che è giusto!

Giusto, sbagliato... Basta!

Basta vivere ponendo sempre il proprio dovere al di sopra di tutto, basta

continuare a regalare anni di vita ad un uomo che la tua l'ha rovinata da sempre,

che è arrivato a maltrattarti, ad umiliarti con ogni mezzo, mancando, per primo, di

rispettare la tua dignità di donna e pensando invece di averti dato tutto, non

capendo di non averti dato niente di tutto ciò a cui aspiravi, unendoti in

matrimonio con lui, davanti a Dio e giurandogli eterna fedeltà.

<Solo Tu, Signore, che sei nell'alto dei Cieli e mi guardi, conosci il mio dolore e la

mia solitudine.

Perdonami se la mia vita imboccherà un'altra strada, bensì solamente precaria.

Ho patito anni in silenzio, ma la mia anima gridava la sua sofferenza e so che Tu

l'hai sentita>.

Scegliere definitivamente, decidere, lasciarsi andare, iniziando ballando un liscio

e sentendosi già colpevole. Come si può essere così stupidi?

Probabilmente stupida due volte.

Se si trattasse solamente di una sua illusione, di una sua sensazione errata

dettata dal desiderio di sentirsi ancora desiderata, ancora viva...?

Se quell'attenzione maschile che la sua mente sta ingigantendo e sulla quale sta

ricamando trame, di lì a poco, svanisse, annullando ogni sua percezione,

disintegrando la dimensione immaginaria nella quale sta navigando, per

ricondurla a quella crudele della realtà...?

Se lui presto si accorgesse di un'altra, magari più giovane, la invitasse a ballare

e...tutto finisse lì, in una bolla di sapone?

... Lascerebbe sicuramente un sapore amaro in bocca.

Dopodiché...

Un altro giorno, un altro mattino, un'altra serata danzante.

<Balliamo?>

La sua voce...sensuale, le piace da morire.

C'è qualcosa in lui, un certo non so che, che l'attrae inspiegabilmente.

Non è facile opporre resistenza a quell'invito.

Ha la sensazione che questo sia solo il preludio di ciò che deve avvenire e quello

sia l'unico istante per fermarsi.

Un ballo, poi un altro, per tutta la sera, fino a notte, fino a quando la sala si è

svuotata e sono rimasti solo loro e gli amici. E la musica. Non è abituata ai lisci,

non ricorda di averli ballati, ma ha sempre avuto il ritmo nel sangue ed è stato

facile imparare, tra le braccia di quel maestro inatteso che stringono sempre di

più, avvicinandola a lui gradatamente, fino a premere il corpo caldo contro il suo,

mentre si lasciano trasportare dalle note della voce suadente del “molleggiato”, in

una simbiosi che li fa apparire due partner abituali.

Il suo viso vicino; il respiro di lui si è fatto più affannoso, non certo per la fatica.

Una boccata d'aria fresca per spegnere un fuoco che sta divampando.

<Mi dai un bacio?>

...Un bacio...

Un bacio a un uomo, pensando di non esserne più capace, dopo...quanto?

Dieci anni, forse quindici... Una sensazione sublime, unica, meravigliosa.

Peccato non averlo fatto prima.

Peccato che non sia arrivato prima.

Quanti anni buttati via inutilmente.

E' opinione comune che la notte porti consiglio.

Il sonno tarda a venire, è il momento buono per riflettere; ma il suo equilibrio tra

cuore e mente è divenuto instabile, il primo sta sopraffacendo la seconda,

impedendole la concentrazione e il ricorso al proprio senno e, non pago,

sottomette quel corpo femminile ad ondate di sensazioni travolgenti, scordate da

un tempo immemorabile.

Bramosia di essere amata, nello spirito e nella carne.

Le pulsazioni veloci del nuovo condottiero, che si è proclamato tale nel conflitto

interno, si attenuano, donandole poche ore di tregua, tra le braccia di Morfeo.

Si desta presto. Non sente mai la stanchezza, con tutta l'adrenalina che ha in

corpo. E già si guarda in giro ...cercandolo.

E' stupita di possedere il solito comportamento di quando aveva quindici anni,

tale e quale, come se il tempo fosse retrocesso all'improvviso e l'avesse riportata

alla sua adolescenza.

Rivederlo al mattino le provoca una fortissima emozione.

Adesso è qui e la guarda.

Avverte su di sé il loro sguardo, profondo, tenero, indagatore, che fruga dentro le

porte che conducono alla sua anima inerme che si nasconde, dove esso si perde,

cercandola, nei meandri della sua essenza combattuta, angosciata, trafugata di

quella pace non certamente agognata, comunque raggiunta e imprigionata a

forza dentro di sé, costretta a smorzare la sofferenza che la dilaniava.

Il loro sguardo l'ha sopraffatta all'istante...eppure aveva fatto affidamento su di lei.

Misera pace...vile... fuggevole guerriera, difensora del nulla, che lasci risvegliare i

sensi assopiti da un tempo indefinito, infinito, memori di ciò che non aveva più

ragione di esistere!

Fino ad ora...

Costringersi a non pensare, a non ragionare, a vivere quell'occasione di felicità

che il fato le offre, soli, in un'anonima stanza d'albergo.

<Siediti qui, vicino a me>

le sussurra, accompagnando le parole con un gesto.

Baci appassionati e le sue mani che armeggiano con le spalline della sua tuta

bianca, leggera. Inutilmente.

<Che cos'è, una cintura di castità?>

<Sì>...Risponde sorridendo, rimettendosi a posto la spallina.

Impossibile arrendersi, sebbene il cuore sia in tumulto e la carne frema.

L'ansia prevale, il respiro corto, l'aria viene a mancare.

A nulla valgono le dolci carezze, lungamente elargite dalle sue mani affusolate e

virili, sulla fronte e sui capelli.

Calde lacrime incontenibili le scendono ai lati del viso.

Scappare via è l'unica soluzione plausibile.

Poi...

Un giro in macchina in una sera calda e serena, una passeggiata in un paese

vicino, mano per mano.

Dopodiché il mare, sotto di noi, profondo, calmo, nero, come specchio che ruba

l'identità al cielo.

Le sue onde lente accarezzano la battigia ancora calda, come grembo di donna,

in un armonico e ritmato andirivieni.

Coronate di sottili creste spumose, si infrangono delicatamente sugli scogli,

sparpagliando nell'aria miriadi di particelle di salsedine.

Respiriamo il suo profumo intenso, mentre il nostro sguardo sorvola la sua

immensità.

La luna, eterea ed eterna complice degli innamorati, irradia la natura sottostante

con la sua luce argentea.

Unica testimone dell'incontro d'amore.

Una leggera brezza tra le fronde degli alberi.

E poi, ancora... loro...

Il loro sguardo si è fatto bruciante e i sensi si incendiano, travolgendomi,

dominandomi, scegliendo al posto mio, soggiogando la mia mente in un dolce

turbamento che mi sconvolge...

Mi lascio sottomettere, finalmente sconfitta.

Il mio sguardo si fa di fuoco e arde, perdendosi nel loro...

In quello penetrante e misterioso dei tuoi occhi.

Tutto Il resto è poesia.

<Ti ho donato me stessa,

il mio corpo,

la mia essenza,

la mia sofferenza

e non avrò rimorsi.

Tu, un Estraneo nella mia vita,

dolce e irresistibilmente sensibile.

Resterai un ricordo

relegato in un angolo della mia mente,

che non sbiadirà

e a cui mi appellerò

nei momenti di tristezza.

Voglia, chiunque abbia scritto il nostro destino,

che possa rincontrarti,

in questa vita o in un'altra>.

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