Moldavia

Le canzoni ludiche degli ubriachi
malati di cuore, che con una mano
reggono il petto e con l'altra bevono vino,
succo religioso dell'uva del loro giardino.

La notte tornano strisciando dalle mogli
ai piedi dei giganti portoni serrati
e urlano "amore mio perdonami,
non è colpa mia se amo la vita
e se la vita non ha amato me,
eppure dopo tutto il nostro non capirsi,
torno sempre, come un verme, qui da te".

E le vecchie col fazzoletto sudicio in testa,
piangono dolori e urlano lagne ai piedi delle croci
nei cimiteri, con le ginocchia affondate nella terra,
a qualche metro, disgraziate, dalle ossa dei morti.

E il mio bisnonno, guardiano del cimitero,
che si regge su un bastone, mi vede la sera
in questa scatola nera, lui, che a malapena
distingue i colori, ci dice "pregate per me".