Sono l'inossidabile e la parvenza

Sono
l’inossidabile e la parvenza
di un tempo sospeso
dall’eco di vite interrotte
tra il tutto e l’amen

E lacci emostatici
su cromature di polsi laceri
tra borse e catene
gli spifferi dell’eutanasia involontaria

le bombe
cadono
sulle nostre incertezze inattese
e bagagli si perdono
come corpi muoiono
ed il dolore azzanna
poi langue e sparisce.

Sono
l’apatia indolente
d’un male assuefatto
che è sevizia dell’anima
in un cielo spento
mentre l’occhio attrappisce
e le labbra non mordono più

quei sogni
che han scavato miniere
in cerca di luce
di petali nuovi
e di nuovi colori
cui dare un nome.

Sono
l’abbraccio svanito
ad un Dio crocefisso
che non sa più risorgere.