Tziganata

Eva ballava sull'uomo la notte in cui nacque la vergogna.

Non per amore, non per vendetta, vestita di stracci attira a sé le sue prede: tradita dall'amore infligge loro le sue stesse ferite.

Dall'alto della sua piccolezza ha il mondo nelle mani. Lo afferra, lo usa e poi lo getta via, così come il Mondo, l'altro Mondo, ha fatto con lei.

Ferite che ad ogni colpo perpetuano il dolore. Dolore che all'istante ha le vesti del piacere ma che alla fine di ogni atto si sveste, mostrando le sue nudità, proprio come Eva che, illudendosi di dimenticarti, vagabonda per selve selvagge, consapevole che ogni frutto, ad ogni morso, rivelerà il suo succo aspro et velenoso.