Sono vecchia?

Io non posso parlare per gli altri, posso farlo solo per me che vivo questa età. Sono vecchia? Non lo so. So che preferisco definirmi vecchia piuttosto che anziana. E' un termine che mi piace molto di più, che ha un senso ben definito, non è ambiguo né opinabile. Sono vecchia, visto che alla mia età si è anagraficamente vecchi. Non mi dispiace affatto. La vecchiaia mi ha molto migliorata. Posso sperimentare una dolcezza, uno stato "di grazia" che sicuramente né la gioventù, né la maturità mi hanno consentito di vivere. Non condivido col mio compagno passione gelosia sospetti e insicurezza. Quelli sono lontani nel tempo e oggi mi fanno anche sorridere. Quello che io condivido oggi è una consapevolezza molto tattile. Tattile? Sì, la tattilità dell'intuito, dell'attenzione, della solidarietà, della "cura". Avere "cura" di uno o più esseri umani è qualcosa di così profondamente appagante, che va al di là di passioni e tormenti, che supera ostacoli inimmaginabili, che fa raggiungere mete incredibili. Io ho "cura" di te! Cosa c'è di più significativo! E io ho cura del mio compagno quando mi accorgo che il suo sguardo all'improvviso diventa smarrito perchè gli gira la testa, e allora cerco di distrarlo e appoggio la mia mano sopra la sua, gli faccio sentire che qualunque cosa possa accadere io sono qui, presente, che può contare su di me: sempre. Tutte le volte, e sono tante, che io intuisco, sento, mi accorgo, o anche solo immagino che abbia bisogno di me, non ha che da allungare una mano per trovarmi, e penso che questo sia un tipo di passione che non ha eguali.