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in archivio dal 04 dic 2006

Fedel Franco Quasimodo

04 agosto 1960, Catania
Mi descrivo così: 57 anni, impiegato scritti aforismi, poesie introspettive, sociali, religiose, numerosi riconoscimenti in concorsi letterari nazionali ed internazionali; presente in varie antologie. Accademico dell'Accademia Costantiniana di Palermo; Accademico e Cavaliere della Cultura Dell'Accademia il Rombo
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  • martedì alle ore 8:03
    la vispa teresa

    La vispa Teresa
    si muove felpata,
    tra lezolle di erba bagnata.
    Stupida farfalletta,
    poggiata su un basso ramo.
    Veloce animale,
    ma di Teresa a portata di mano.
    Agguanta il volatile
    la fresca bimbetta,
    tra lo scricchiolìo di legno.
    Sorride sgargiante Teresa,
    mentre torna a caa gridando:
    "L'ho presa! "L'ho presa!"

     
  • 14 agosto alle ore 8:04
    Leggi una mano

    Scruta una mano,zingara:
    scopri la linea della vita:
    breve nel piacere,
    lunga nel dolore.
    Regalami l'illusione
    di un incontro di amore.
    La retta della fortuna
    appare spezzettata
    in più punti.
    Non voglio scommettere denaro
    e affidarmi alla brama degli stolti.
    Ma la linea della salute
    è per te, zingara,arcana.
    E tergiversi,soprassiedi.
    Un sorriso emaciato
    rimanda ad altra occasione
    la bellezza del malore.
    La sottile etisia
    che l'illuso consuma,
    e che non hai voluto rivelare,
    rende più caldo,o zingara,
    il tuo fuoco di prestigio.

     
  • 13 agosto alle ore 8:12
    Inutili verba

    Le parole sanno solo parlare.
    Sono scie di fumo
    svanenti in un battipaleno.
    Invano si cerca una traccia
    di flebili verba
    che non stanno in piedi.
    Nemmeno con un bastone.
    Inutile librarsi in aria
    a catturare l'immenso.
    Lo smog fagocita parole,
    tutte senza senso.

     
  • 12 agosto alle ore 10:06
    Scherzi della mente

    Pensiero controverso rivolto a te.
    La mente non arriva mai a fotografarti.
    Nei totali contorni.
    Figura a volte minuta,spesso ingigantita.
    Occhi troppo grandi,ma fessure assai piccole
    per intravedere la bellezza di un'anima.
    Neo sul mento
    piazzato sul lato sinistro.
    Bacio di bocca divina
    o vezzo spiritoso di natura?
    Tanto distante mi libro;
    tanto vicino mi pongo.
    Raramente la mente si chiude
    per una preghiera non esaudita.
    Sempre si apre
    per un frammento di speranza,
    orgogliosamente sfavillante
    nel far della notte.

     
  • 11 agosto alle ore 9:16
    6 agosto 1945

    Il giorno lentamente scompare,
    inghiottito dal crudele fungo.
    Si slancia alto nel cielo,
    con posa abnorme e tronfia,
    a spodestar persino
    il trono di Dio.
    Il fungo fagocita la vita
    con insaziabile voluttà.
    Tra ruderi di case abbandonate,
    in mezzo agli scheletri
    che non conoscono sepoltura,
    l'immane fragore di una superpotenza
    immortala d'infamia
    la storia di una civiltà.

     
  • 10 agosto alle ore 11:31
    Sorriso

    Guardo e fisso
    sorriso gioviale,
    scolpito in eterno.
    La bellezza profuma
    di sguardi intramontabli.
    Quell'essere buono
    non simula ilarità.
    Incapace di frodare
    anche gli ingenui.
    Acqua torbida si mesce
    al fluido puro.
    Liquido bianco traspare
    sul fondo di una valle.

     
  • 09 agosto alle ore 7:52
    Anonima

    Lei presente
    nelle mie preghiere;
    per lei supplicherò
    la misericordia di Cristo,
    prostrandomi a Lui
    tutte le sere.
    Proclamo una consapevolezza:
    di avere sorpassato
    la sua giovinezza;
    portare addosso
    un tetro e abietto mostro,
    che ho sconfitto
    nel Padre Nostro.

     
  • 08 agosto alle ore 17:18
    Aurora e crepuscolo

    Fogge indefinite di un corpo
    non ancora modellato.
    Aurora:tempo nitido
    che illumina di vermiglio
    un giorno ancora da scoperchiare.
    Un lasso che potrà trasfigurare
    in emozione rosea
    o degenerare in cupo abbattimento.
    Crepuscolo:tonalità cromatica
    di occhio illuso di turchese:
    preludio di una notte turbolenta,
    animata da angoscianti sogni.
    Prefazione di anima pia
    che lascia un corpo piagato
    che ora tace,
    per librarsi
    verso una senpiterna pace.
     

     
  • 06 agosto alle ore 7:40
    Eclissi

    Eclissi di luna si interpone
    tra la coscienza e il Divino.
    Fase primordiale,risuona stentorea
    di forza bruta.
    Ciascun barlume di coscienza
    risulta annerito.
    Il ruolo della ragione
    è miseramente sguarnito.
    Controverse emozioni
    si ripropongono
    in un abito rosso.
    Esplodono desideri repressi.
    Infieriscono turpi oltraggi;
    si riaccendono antichi rancori
    che sembravano sopiti.
    Eclissi: un nero sipario calante,
    ad epilogo di noioso
    spettacolo di periferia,
    scarsamente affollato.

     
  • 05 agosto alle ore 16:34
    Miles ingloriosus

    Dovrei maledire
    cento volte al dì quel pavido core.
    Gonfio di crassa superbia.
    Il soldato cade in combattimento;
    le forze tradiscono il titano invulnerabile.
    Venne al mondo e appartiene alla terra.
    Pace non sfiora
    l'animo in guerra.
    Armi di legno contro corazze d'acciaio.
    La sorte è segnata da tragico guaio.
    Il miles non combatte per la patria;
    è a lsoldo di chi paga di più.
    Menzogna e disonore
    dormono insieme
    accovacciati sino all'alba.
    E, con sguardo sprezzante
    irridono patetiche virtù.

     
  • 04 agosto alle ore 10:06
    Hazet 36

    Hazet 36,
    fascista dove sei?
    Un grido di battaglia
    erompe con baldanza
    dal folto commando
    all'avanguardia.
    La caccia al nemico
    riscuote buon profitto:
    il giovane studente
    è steso a terra,
    dalla chiave trafitto.
    Angelo Sergio
    pieno di virtù.
    Un ardore giovanile
    consacrato al Fronte
    della Gioventù.
    I vili aggressori
    hai subito perdonato.
    Langui in una bianca
    cameretta
    con il cranio devastato.
    Quarantasette giorni
    di passione.
    Il sangue del martirio
    non si è ancora prosciugato.

     
  • 02 agosto alle ore 9:57
    A Carlo Borsani

    Gli occhi di Carlo
    hanno smesso di vedere.
    per il combattente
    sempre uguali
    giorni e sere.
    La granata devastante
    si conficca sulla fronte.
    Alto il prezzo
    per il milite
    che conquista
    il fatale ponte.
    Il cielo chiama a squarciagola
    un novello martire.
    Il tribunale esige
    una nuova vittima.
    Violento tripudio
    di urla e bestemmie.
    Obbligato a tacere
    nel nido della menzogna.
    L'eroico combattente
    è preso per la gogna.
    Sibila sinistra
    in quel piazzale
    la pallottola assassina.
    Non risparmia neppure
    il prete confessore.
    La medaglia d'oro
    degradata
    a nera masserizia;
    girovaga per giorni
    sul camion dell'immondizia.
    E l'odio
    di alcuni
    dirigenti nostrani
    non ha il vigore
    di spegnere la memoria
    della medaglia Carlo Borsani.

     
  • 01 agosto alle ore 8:52
    Corsi e ricorsi

    Un percorso è una via ben asfaltata
    all'inizio.
    Dotata di semafori e segnaletiche.
    Poi si perde nel nulla.
    Perviene ad un approdo
    simile
    al punto di partenza.
    Le gambe rinsecchiscono
    e il fiato si accorcia.
    La strada
    inghiotte nel suo ventre
    il malcapitato che l'affronta.

     
  • 30 luglio alle ore 10:32
    Musa fatale

    Una musa importante
    ispira i versi a creare.
    Sorge allora una credenza
    particolare;
    non sopporta orpelli letterari,
    e costruzioni sintattiche astruse.
    Spinge a partorire
    quel pezzetto di buono
    che è in te.
    E' ignorante
    perchè tu possa istruirla;
    ingenua,
    perchè tu possa
    regalarle prudenza;
     e ti appare piccina, piccina
    per renderti adulto

     
  • 30 luglio alle ore 10:23
    Vessazione

    La bestia ti spia in ogni momento;
    eccita i bassi istinti;
    esalta la smania di potenza;
    gusto di assaporare
    poliedriche voluttà.
    Punto di forza della bestia:
    creatura prodotta
    dalla fantasia umana.
    La vessazione
    è la tortura dell'uomo buono;
    sgambetto
    a chi ha bisogno del bastone
    per ambulare;
    scandalo
    che blocca il cammino
    sulla retta via.
    La coda sinuosa della bestia
    insinua
    gli esseri in odore di santità.

     
  • 17 luglio alle ore 17:52
    Don Bosco

    Giovannino è un prete unico ed esemplare.
    Non basta la Messa
    e il Sacramento della riconciliazione;
    occorre andar per le strade
    e spargere esempio
    che trae più delle parole.
    Una misericordia colma di amore.
    La gioventù sola, traviata, depressa:
    il cor di Giovannino
    sanguina con essa.
    Giovannino è insuperabile giocoliere;
    salgono e scendono i birilli,
    con collaudata maestrìa,
    senza toccar mai terra.
    Don Bosco
    ha il potere di sconfiggere
    nell'anima la guerra.
    Il giovinastro spaccone
    getta al macero, con decisione,
    la carta della irriferibile bestemmia.
    Una indimenticabile passeggiata
    per le vie della città.
    Un nutrito gruppo
    di giovani carcerati
    girovaga,
    senza manette
    e tutori dell'ordine.
    Tutti in fila
    dietro a Giovannino.
    A sera inoltrata
    risponderanno orgogliosi
    al contrappello:"Presente!"

     
  • 05 novembre 2016 alle ore 11:35
    Io e te

    Soli a vagar nel pozzo profondo;
    la miseria di una vita sciupata;
    irresponsabile condotta
    di esistenza annullata;
    esseri inutili
    giocano con illusioni futili.
    io e te:
    a cercar la notte
    che avvolge le nostre colpe.
    Io e te:
    stiamo per esaurire
    tutte le più edificanti risorse.
    E la nostra giovinezza,
    sfiorita nel giardino delle idee,
    lamenta in silenzio
    errori consapevoli,
    cercando conforto
    in un soliloquio con la morte

     
  • 11 settembre 2016 alle ore 17:32
    La porta del cielo

    Non avrò capelli bianchi da contare;
    nè ossa fragili da reggere
    il peso di una postura.
    Occhi non opachi
    fisseranno una realtà oggettiva
    mai conosciuta.
    Carne disgregata
    seppellita con dolore;
    anima splendente
    destata dal torpore;
    sorriso di Padre
    scritto nel suo cuore.
    Peccati mondati
    in limpido lavacro.
    Mi aprirai quella bianca
    porta
    in mattino assolato.
    Pietosa mano
    benedirà

    il requiem di un soldato.

     
  • 16 agosto 2016 alle ore 17:09
    L'inferno

    L'inferno:uno stato dell'anima
    costretta a girare su se stessa,
    alla disperata ricerca di una pace
    inafferrabile.
    Madida di sudore,
    implora una stilla d'acqua
    al suo persecutore.
    Quel diavoletto urla e bestemmia,
    tra le gole infuocate.
    Fornisce all'anima
    acqua e sale,
    per arrecarle sommo dispetto.
    E la punzecchia agli arti
    con un forcone ben affilato.
    Escoriazioni e ferite
    si aprono a perdifiato.
    Il despota sanguinario
    è incatenato come uno schiavo.
    costretto a servire
    i capricci di Lucifero.
    Mai perfetti e ben accetti
    sono quei servigi;
    bisogna ripeterli all'infinito.
    Senza lode e premio di tesoro,
    l'anima del potente
    geme in sinistro coro.
    perdutamente ossessionato
    dal rifiuto dell'amore di Cristo.

     
  • 15 agosto 2016 alle ore 19:54
    Mondi separati

    Resterei eternamente qui con te;
    non smetterei di fissarti
    sei la donna ideale:
    fornita di ottimi attributi.
    Sorriso accattivante:
    parole suadenti;
    solo sentir il tuo tonodi voce,
    il core intraprende una lunga corsa
    senza sosta.
    Due vite non marceranno insieme;
    due pianeti non potranno mai avvicinarsi.
    Compartimenti stagni,
    impossibilitati a comunicare.
    E' nella natura dell'uomo:
    il carattere non si confonde con un altro.
    L'egoismo
    non cede il suo potere.
    Se dona ricchezza
    prima o poi la rivuole indietro.

     
  • 11 agosto 2016 alle ore 17:43
    Danza

    Quattro passi stanchi
    per la palude stagnante.
    Aria acre lacrima gli occhi
    e brucia la gola.
    Bronchi chiusi in angusta stanza.
    Tossiscono secchi
    come ritmica danza.
    Rettili arcigni
    scendono silenziosi
    sulle sabbie roventi.
    Fissi occhi simili al vetro,
    mirano a una preda
    dal vestito tetro.
    Alligatori affamati
    cingono in cerchio
    l'animale isolato
    veloci come felini,
    ballano aspramente
    contendendosi l'atroce pasto.
    Aridità smisurata
    annienta i rettili
    senza dignità e onore

     
  • 09 agosto 2016 alle ore 18:17
    Sguardi

    smarrita la memoria
    di un incrociodi sguardi;
    occhiate languide,
    significative,
    dense di allettanti messaggi-
    L'occhiata è uno specchio incrinato.
    riflette un io egocentrico
    avaro eppur spendaccione.
    Insensatoe a tratti saggio.
    Un io
    che vorrebbe stregarmi
    in una magia di colori.
    Un io che non c'è.

    i

     
  • 07 agosto 2016 alle ore 19:12
    207 Divisione

    In molti a soffrire l'arsura
    flagellante spiagge arroventate;
    soldati della 207 divisione costiera:
    caricate i pezzi
    e sino all'ultimo proiettilesparate!
    La battigia pullula di nemici in kaki;
    non fatevi frodare dall'orrore
    o soldati;
    resistete e copritevi d'onore.
    ilnemico da esperto mentitore
    si professa il liberatore:
    Viene con squadriglie di bombardieri
    a freddare gli scolaretti chini sui banchi;
    uccide il colono impegnato sui campi;
    una giostra insanguinata
    mitragliataa volo radente.
    Il ghigno di Satana alungo sguazza
    e sa essere suadente
    I soldati della 207 divisione
    hanno serrato i ranghi
    Sul grigioverde non si posano
    le fauci degli avvoltoi
    I militi
    marciano e combattono
    nelfirmamento dei vincitori

     
  • 28 giugno 2016 alle ore 18:46
    Il peccato

    Il peccato è un incomodo intruso.
    Ti osserva con discrezione
    dal buco dellaserratura
    e contepla compiaciuto
    giovani e attempate nudità;
    E' un'avvenente donna
    dal trucco sgargiante
    e viso profumato.
    Lingua di vipera
    e beffardo sorriso di meretrice.
    Anime predute emaledette
    fanno a patti col demonio:
    in palio potenza e ricchezza.
    Peccatori imberbi,peccatori seniores
    Acheserve un'anarchica liberta?

     
  • 25 giugno 2016 alle ore 18:51
    Pater et Magister

    Camere bisunte,vetuste;
    trincee di due figli ribelli;
    Il padre li perdonò una volta;
    l'invidia e la gelosia
    spesso replicanti;
    la barba bianca del
    grande Padre
    ha smesso di crescere;
    il Magister di vita,giusta e regolata,
    si è arroccato nella camera.
    La favella è mozzata;
    la schiena incurvata;
    I  lvecchio piange due ragazzi
    dalla vita buttata.
    Il provento dei sacrifici del Pater
    ha ingrassato i porci.
    L'avido commerciante
    ha spremuto
    l'ultima goccia di speme;
    la pìetas si atrofizza
    nell'uomo dissoluto
    che uccide,ruba
    e Dio non teme.
    Il bastone del Pater
    è serrato nell'armadio.
    Non sarà usato,
    anche se la spada dei figli
    trapasserà la sua misericordia.
    Si illuminerà
    il chiarore del ravvedimento.
    beato quell'uomo
    cui il Pater
    concede perdono

     
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