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in archivio dal 04 dic 2006

Fedel Franco Quasimodo

04 agosto 1960, Catania
Mi descrivo così: 56 anni, impiegato scritti aforismi, poesie introspettive, sociali, religiose, numerosi riconoscimenti in concorsi letterari nazionali ed internazionali; presente in varie antologie. Accademico dell'Accademia Costantiniana di Palermo; Accademico e Cavaliere della Cultura Dell'Accademia il Rombo
Mi trovi anche su:

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  • 17 luglio alle ore 17:52
    Don Bosco

    Giovannino è un prete unico ed esemplare.
    Non basta la Messa
    e il Sacramento della riconciliazione;
    occorre andar per le strade
    e spargere esempio
    che trae più delle parole.
    Una misericordia colma di amore.
    La gioventù sola, traviata, depressa:
    il cor di Giovannino
    sanguina con essa.
    Giovannino è insuperabile giocoliere;
    salgono e scendono i birilli,
    con collaudata maestrìa,
    senza toccar mai terra.
    Don Bosco
    ha il potere di sconfiggere
    nell'anima la guerra.
    Il giovinastro spaccone
    getta al macero, con decisione,
    la carta della irriferibile bestemmia.
    Una indimenticabile passeggiata
    per le vie della città.
    Un nutrito gruppo
    di giovani carcerati
    girovaga,
    senza manette
    e tutori dell'ordine.
    Tutti in fila
    dietro a Giovannino.
    A sera inoltrata
    risponderanno orgogliosi
    al contrappello:"Presente!"

     
  • 05 novembre 2016 alle ore 11:35
    Io e te

    Soli a vagar nel pozzo profondo;
    la miseria di una vita sciupata;
    irresponsabile condotta
    di esistenza annullata;
    esseri inutili
    giocano con illusioni futili.
    io e te:
    a cercar la notte
    che avvolge le nostre colpe.
    Io e te:
    stiamo per esaurire
    tutte le più edificanti risorse.
    E la nostra giovinezza,
    sfiorita nel giardino delle idee,
    lamenta in silenzio
    errori consapevoli,
    cercando conforto
    in un soliloquio con la morte

     
  • 11 settembre 2016 alle ore 17:32
    La porta del cielo

    Non avrò capelli bianchi da contare;
    nè ossa fragili da reggere
    il peso di una postura.
    Occhi non opachi
    fisseranno una realtà oggettiva
    mai conosciuta.
    Carne disgregata
    seppellita con dolore;
    anima splendente
    destata dal torpore;
    sorriso di Padre
    scritto nel suo cuore.
    Peccati mondati
    in limpido lavacro.
    Mi aprirai quella bianca
    porta
    in mattino assolato.
    Pietosa mano
    benedirà

    il requiem di un soldato.

     
  • 16 agosto 2016 alle ore 17:09
    L'inferno

    L'inferno:uno stato dell'anima
    costretta a girare su se stessa,
    alla disperata ricerca di una pace
    inafferrabile.
    Madida di sudore,
    implora una stilla d'acqua
    al suo persecutore.
    Quel diavoletto urla e bestemmia,
    tra le gole infuocate.
    Fornisce all'anima
    acqua e sale,
    per arrecarle sommo dispetto.
    E la punzecchia agli arti
    con un forcone ben affilato.
    Escoriazioni e ferite
    si aprono a perdifiato.
    Il despota sanguinario
    è incatenato come uno schiavo.
    costretto a servire
    i capricci di Lucifero.
    Mai perfetti e ben accetti
    sono quei servigi;
    bisogna ripeterli all'infinito.
    Senza lode e premio di tesoro,
    l'anima del potente
    geme in sinistro coro.
    perdutamente ossessionato
    dal rifiuto dell'amore di Cristo.

     
  • 15 agosto 2016 alle ore 19:54
    Mondi separati

    Resterei eternamente qui con te;
    non smetterei di fissarti
    sei la donna ideale:
    fornita di ottimi attributi.
    Sorriso accattivante:
    parole suadenti;
    solo sentir il tuo tonodi voce,
    il core intraprende una lunga corsa
    senza sosta.
    Due vite non marceranno insieme;
    due pianeti non potranno mai avvicinarsi.
    Compartimenti stagni,
    impossibilitati a comunicare.
    E' nella natura dell'uomo:
    il carattere non si confonde con un altro.
    L'egoismo
    non cede il suo potere.
    Se dona ricchezza
    prima o poi la rivuole indietro.

     
  • 11 agosto 2016 alle ore 17:43
    Danza

    Quattro passi stanchi
    per la palude stagnante.
    Aria acre lacrima gli occhi
    e brucia la gola.
    Bronchi chiusi in angusta stanza.
    Tossiscono secchi
    come ritmica danza.
    Rettili arcigni
    scendono silenziosi
    sulle sabbie roventi.
    Fissi occhi simili al vetro,
    mirano a una preda
    dal vestito tetro.
    Alligatori affamati
    cingono in cerchio
    l'animale isolato
    veloci come felini,
    ballano aspramente
    contendendosi l'atroce pasto.
    Aridità smisurata
    annienta i rettili
    senza dignità e onore

     
  • 09 agosto 2016 alle ore 18:17
    Sguardi

    smarrita la memoria
    di un incrociodi sguardi;
    occhiate languide,
    significative,
    dense di allettanti messaggi-
    L'occhiata è uno specchio incrinato.
    riflette un io egocentrico
    avaro eppur spendaccione.
    Insensatoe a tratti saggio.
    Un io
    che vorrebbe stregarmi
    in una magia di colori.
    Un io che non c'è.

    i

     
  • 07 agosto 2016 alle ore 19:12
    207 Divisione

    In molti a soffrire l'arsura
    flagellante spiagge arroventate;
    soldati della 207 divisione costiera:
    caricate i pezzi
    e sino all'ultimo proiettilesparate!
    La battigia pullula di nemici in kaki;
    non fatevi frodare dall'orrore
    o soldati;
    resistete e copritevi d'onore.
    ilnemico da esperto mentitore
    si professa il liberatore:
    Viene con squadriglie di bombardieri
    a freddare gli scolaretti chini sui banchi;
    uccide il colono impegnato sui campi;
    una giostra insanguinata
    mitragliataa volo radente.
    Il ghigno di Satana alungo sguazza
    e sa essere suadente
    I soldati della 207 divisione
    hanno serrato i ranghi
    Sul grigioverde non si posano
    le fauci degli avvoltoi
    I militi
    marciano e combattono
    nelfirmamento dei vincitori

     
  • 28 giugno 2016 alle ore 18:46
    Il peccato

    Il peccato è un incomodo intruso.
    Ti osserva con discrezione
    dal buco dellaserratura
    e contepla compiaciuto
    giovani e attempate nudità;
    E' un'avvenente donna
    dal trucco sgargiante
    e viso profumato.
    Lingua di vipera
    e beffardo sorriso di meretrice.
    Anime predute emaledette
    fanno a patti col demonio:
    in palio potenza e ricchezza.
    Peccatori imberbi,peccatori seniores
    Acheserve un'anarchica liberta?

     
  • 25 giugno 2016 alle ore 18:51
    Pater et Magister

    Camerebisunte,vetuste;
    trincee di due figli ribelli;
    Il padre li perdonò una volta;
    l'invidia e la gelosia
    spesso replicanti;
    labarba bianca del
    grande Padre
    ha smesso di crescere;
    il Magister di vita,giusta e regolata,
    si è arroccato nellacamera.
    La favella è mozzata;
    la schiena incurvata;
    I lvecchio piange due ragazzi
    dalla vita buttata.
    Il provento dei sacrifici del Pater
    ha ingrassato i porci.
    L'avido commerciante
    ha spremuto
    l'ultima goccia di speme;
    la pìetas si atrofizza
    nell'uomo dissoluto
    che uccide,ruba
    e Dio non teme.
    Il bastone del Pater
    è serrato nell'armadio.
    Non sarà usato,
    anche se la spada dei figli
    trapasserà la sua misericordia.
    Si illuminerà
    il chiarore del ravvedimento.
    beato quell'uomo
    cui il Pater
    concede perdono

     
  • 10 giugno 2016 alle ore 9:54
    Com'e' dolce

    Come e' dolce dormir
    sotto erba
    inzuppata di rugiada.
    Non sentir piu' la sveglia
    che richiama all'obbedienza;
    il corpo cancella indisturbato
    ogni travaglio terreno.
    Un fresco ripostiglio
    di rovere e abete;
    gioia di non soffrir
    famee sete;
    sciami di vermi
    circuiscono quel corpo supino;
    per appetitoso pasto.
    E nel campo consacrato
    mano divina
    stende il sudario del conforto
    sul cenere senza favella

     
  • 09 giugno 2016 alle ore 10:21
    La stanza

    La piccola stanza
    giace silenziosa
    tra mura ovattate.
    Il sole ha smesso dientrare
    in quel vano bisunto,
    rabbuiato di malinconia.
    A che giova
    lanciare un urlo;
    a che serve scoprire
    inerme
    un genetico strazio.
    Nessuno lo raccoglierebbe
    quel dolore mi appartiene
    soltanto a me.
    Lugubre pensiero
    marcia incessantemente
    tra i dedali del vano
    Futile tentativo
    discacciare ilmentalbaccano
    La stanzetta trabocca
    di idee
    Sicaricano tantologore
    a nottefonda;
    si alzano di buonmattino,
    fresche e rinnovellate
    decise ad instaurare un assedio
    che non hamai fine.

     
  • 08 giugno 2016 alle ore 10:33
    Il fluire della vita

    Sempre degna
    di essere assaporata
    per chi ha scelto
    di amare senza contraccambio.
    Vita: ogni personale interpretazione
    non altera il suo significato:
    azione per uno scopo,
    pensiero per disegnare,
    sentimento per irraggiare
    ogni uomo
    che si definisca tale.
    Sempre inutile
    per chi ha scelto
    di schierarsi per se stessso,
    seccandosi come foglia ingiallita.
    Vita grama
    per chi parte gia' sconfitto
    nella mediocrita'

     
  • 07 giugno 2016 alle ore 10:04
    Scherzi della mente

    Pensiero controverso
    rivolto a te.
    La mente non arriva mai
    a fotografarti
    nei totali contorni.
    Figura a volte minuta,
    spesso ingigantita.
    Occhi troppo grandi
    ma fessure assai piccole
    per intravedere
    la bellezza di un'anima.
    Neo sul ment,
    piazzato sul lato sinistro.
    Bacio di bocca divina
    o vezzo spiritoso di natura?
    Tanto distante mi libro;
    tanto vicino mi pongo.
    Raramente la mente
    si chiude
    per una preghiera
    non esaudita
    Sempre si apre 
    per un frammento 
    di speranza,
    orgogliosamente sfavillante
    nelfar dellanotte.

     
  • 05 giugno 2016 alle ore 18:06
    Mosconi

    Mosconi neri,
    animali grossi;
    non puoi ucciderli,
    sono tanti.
    Armata agguerrita
    sino ai denti.
    La mosca bianca
    e' condannata
    amarcire in cella.
    Calunniata perche' onesta;
    vituperata, e' tanto ligia.
    Morte impietosa
    non ghermische
    quella bestiola,
    dall'esile corpo
    e zampe rotte.
    La pena capitale
    e' lasciarla sola.

     
  • 04 giugno 2016 alle ore 19:22
    Mare

    Movimento sussultorio,schiumoso e limpido,
    rivela un doppio volto:puro e infido.
    Affresco di un pittore,
    immortalato
    da varie sfumature di colore.
    Ruggire sembra il suo cavalcare,
    quando
    si alza con teatto da sbruffone.
    Esterna spesso terrore ed ogni imbarcazione
    sballotta nell'acme del suo furore

     
  • 26 ottobre 2013 alle ore 18:38
    Malinconia

    Malinconia falcidia una deformata mente;
    spezzettandola in mille rivoli;
    frammentando le sue funzioni
    in stolte effusioni;
    una sveglia che ha perso le lancette;
    un bimbo non puo' giocare a pallone
    senza le rosee gambette;
    un sorriso sciolto nel mare della follia.
    parli con te stesso,pronunciando
    collaudata litania;
    le parole non sono quelle che vuoi,
    ma qualcun altro te le mette in bocca;
    uno sguardo non presente
    guerreggia con lo spazio e il tempo
    buttandosi in nero canale,
    finito per sempre
    essere demente.

     
  • 25 ottobre 2013 alle ore 19:29
    Tempo d'infanzia

    Una pagina bianca si appresta a colorarsi
    dell'inchiostro dell'esperienza.Una piccola rosa senza spine
    sboccia su un verde prato
    e svetta per profumata particolarita'.
    Un cuore neonato che non conosce
    la schiavitu' del peccato.
    Tempo di giochi senza malizia,
    in un mondo surreale
    di innocenza e di ilarita'..
    Compagni di giochi,
    con cui costruisci i miti gloriosi,
    e sperimenti i dolori delle prime liti.
    Dai alle cose un personale nome,
    le distingui con un semplice diminuitivo.
    E quando il tempo d'infanzia svanira'
    e l'adolescenza con prepotenza sorgera'
    ti volgerai a guardar indietro
    il miglior mondo della fantasia.

     
  • 24 ottobre 2013 alle ore 18:09
    Infatuazione

    Tensione piacevole che mi sorprende,
    mi aggredisce,sfondando allegramente
    le barriere di una sopita razionalita'.
    tutto e' contorto;
    tutto e' obliquo e distorto
    per chi dall'infatuazione
    e' sepolto;
    A nulla serve il tentativo
    di spegnere il pensiero;
    l'interruttore e' difettoso.
    La tensione si e' incollata
    nella mia mente come un folletto
    dispettoso.
    Una guardia diligente mi spia le spalle;
    un intruso sconosciuto
    che riesce ad orientar
    la mia attenzione
    su un qualcosa di eccitante
    che e' spumeggiante infatuazione.

     
  • 23 ottobre 2013 alle ore 18:47
    Resurrezione

    Ma non eri finito?
    Non eri seppellito?
    Tutti ti davano per spacciato,
    fatto ormai scontato;
    tutto pelle ed ossa
    con un piede nella fossa.
    Ma ora sei ancora qui,
    piu' in forma e in gamba che mai,
    ad affilare le tue armi,
    ad incedere con passo sicuro,
    scavalcando ogni ostacolo.
    Le ingiurie non t'intaccano,
    le lusinghe non ti attentano,
    le tentazioni non ti prendono.
    Sei qui magicamente,amico,
    audace compagno di ogni battaglia,
    esempio di una fede,
    incarnazione di sublime virtu'
     

     
  • 21 ottobre 2013 alle ore 18:49
    Ermetico

    Chiuso in un piccolo vano,
    decanti i classici ,frutto di lunghi
    e autodidatti studi.
    Linguaggio semplice e forbito,
    in uomo che sublima il patior.
    Musica in versi scrivi nel pentagramma
    di una rima.
    La chiave d'inizio
    un impegno sociale, che proclama
    con risolutezza e temerarieta',
    l'ammirazione per i patrioti della liberta'.
    Un satellite nello spazio
    attira la tua attenzione,
    nel magnificare i progressi
    della scienziata umanita'.
    una sofferta riflessione
    sul dramma della solitudine interiore,
    che cerca invano una convincente risposta
    ad inquietanti quesiti mai risolti.
    Musica soave,
    a tratti eterea e celestiale, per le mie orecchie.
    Note solenni per una ristretta cerchia di iniziati,
    che amano la vita ,non temono la morte,
    comprendono cio' che esprimono
    parole allegoriche e contorte.
    Al cugino Salvatore

     
  • 19 ottobre 2013 alle ore 20:07
    Piazzale Loreto

    folta torma di dimostranti
    si aggira sul piazzale,
    inquieta,plaudente,
    festante,sghignazzante.
    Rabbia ventennale repressa
    esplode ad alto potenziale.
    Tanti colpi si susseguono
    su un corpo vestito di orbace
    con sinistro scricchiolio.
    Quel cranio nudo
    e' morto giustiziato,
    ora pende rivoltato.

     
  • 18 ottobre 2013 alle ore 18:46
    Il giardino dei pensieri

    I miei pensieri non sono i tuoi.
    assurdi criteri di ragionamento,
    forte smania di adottare certo portamento;
    frenesie che durano i l lasso di un momento.
    La tua sapienza soprannaturale e' cio che chiedo
    di ricevere.
    Mistero glorioso: si manifesta gratuitamente
    a chi lo invoca in totale raccoglimento,
    lontano dal frastuono delle sirene;
    distante dal clamore della gente;
    nei segni che effondi la verita' mi sforzo
    di intravedere;
    amore disinteressato palpita sempre per me
    nonostante non sia corrisposto.
    Il sussurro di fedele alleato bisbiglia alle mie orecchie
    e non posso far finta di non sentire.
    Uno sguardo al passato:amore sognato
    in cornice di concretezze;
    l'illusione motiva un'inutile esistenza, ma non serve
    a temperare l'impazienza.
    Mistero gaudioso:entita' di vita arcana,
    densa di incognite e speranze,ricca di superbe gioie
    e di vane lagnanze.
    Mistero divino: sacro spirito che aleggia su di me
    con battito soave e elggero.
    Sconfitto sembra per la sordita' degli empi,
    inviso per l'egoismo degli stolti:
    ma attende propizio per sfilare con passo trionfante.

     
  • 17 ottobre 2013 alle ore 18:42
    Squatter

    anarchico ti professi
    nel deserto metropolitano.
    Orecchino sul naso
    capelli non piu' veri
    e tatuaggio sul petto:
    mini quadro allusivo
    di un occupante abusivo.
    Loquela rabbiosa e fluente;
    rifiuti il dialogo con chi ha promesso
    senza mantenere niente.
    Le leggi dello stato
    relegate nell'immondizia:
    turpiloquio sfoderi
    con grave dovizia.
    Cattivo,forse,
    ma anche vittima:
    di una famiglia
    che non ti ha mai parlato
    e ti ha solo sopportato;
    di un lavoro dignitoso,
    tanto cercato con affanno
    ma da altri accaparrato
    con inganno;
    di chi si professa cristiano
    ma si guarda bene
    di tenderti la mano.

     
  • 16 ottobre 2013 alle ore 10:47
    Dialogo con Morfeo

    E se ti dicessi o Morfeo,
    che di vivere sono stanco?
    Agonia di un pianto che sempre scorre,
    e tutto brucia al suo passaggio.
    e se ti confessassi che questa sera
    vorrei dormire profondamente
    e non svegliarmi piu'?
    Ma Morfeo tu leggi nei miei pensieri:
    il tuo capo non piu' ritto
    ma piegato, i tuoi occhi arrossati
    gonfi di pianto,
    le gote,prima rosse,
    tutto ad un tratto imbiancate;
    linee inequivocabili
    che non sei d'accordo con me.
    se io arbitrariamente scomparissi,
    dove troveresti un uomo
    a cui donare
    sogni appaganti,unici ed esclusivi,
    sonni ristoratori di ambasce??
    un collage di incubi ricorrenti
    e giocose fantasie?
    Perdonami, o Morfeo,
    la mia ora non e' ancora giunta.
    I rintocchi di morte
    ci sorprenderanno insieme
    per condividere una uguale sorte.

     
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