username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Patrizia Chini

in archivio dal 14 mag 2011

Roma - Italia

mi descrivo così:
Scrivo racconti e poesie... passioni a cui ho potuto dedicarmi maggiormente da quando, smesso l’abito di maestra elementare, sono pensionata…. Amo anche il disegno, la pittura e la musica ma soprattutto i due nipotini con i quali gioco e a cui leggo favole.

14 gennaio 2016 alle ore 12:42

La differenza che uccide

Il racconto

Vorrei poter cancellare una parola dal nostro attuale vocabolario...
Mi chiedo spesso:
─ Qual è la differenza tra “femmina” e “donna” ?
Secondo me è lì, in quella differenza che si annida la mano omicida dei numerosi, in eclatante escalation, assassini  di donne qusi tutti per lo stesso motivo, il desiderio di sciogliere un rapporto non più gradito.
Non c’è dubbio che i due termini solo apparentemente indichino la stessa sostanza o lo stesso concetto.
Consulto Wikipedia che sentenzia: “La femmina è uno dei due sessi (insieme al maschio) nelle specie che  utilizzano la riproduzione sessuata dioica o partenogenetica.” L’enciclopedia online continua approfondendo in primo luogo le caratteristiche anatomiche strutturali del corpo della donna ma solo in riferimento alla sua funzione riproduttiva per passare infine al simbolo che viene utilizzato per indicare questa metà del cielo: “♀”.
Il simbolo detto, uno specchio  in mano alla dea Venere, è più frequentemente interpretato come un utero nel momento del parto e nelle voci correlate, a chiusura del capitoletto, si trovano solo “inversione sessuale”, “maschio” e  “sesso”.
Cerco, quindi, “donna”. Leggo: ”Una donna è un essere umano adulto di genere femminile, della specie Homo sapiens. Si distingue dalla femmina prepubere, che può essere chiamata, a seconda dell'età: ragazza, fanciulla, bambina, ed è l'altro sesso della specie: l'uomo.”
Viene riportata anche l’etimologia del termine: “La parola donna deriva per assimilazione consonantica dal latino dŏmna, forma sincopata del latino classico domĭna, cioè "signora" ”
Wikipedia conclude il suo lungo excursus, circa sette paragrafi  o capitoli, sul termine “Donna” con le voci correlate “femminilità” e “Forma del corpo umano femminile”.
Cosa mi salta agli occhi in modo prepotente? Nella prima definizione “femmina” è semplicemente un essere preposto al soddisfacimento del piacere maschile e della riproduzione della specie. In quest’ottica non solo non le vengono riconosciute, ma le sono completamente negate,  le proprietà dell’uomo, l’altro sesso: autonomia di giudizio e di libera scelta, indipendenza e stile di vita proprio.
In sostanza qual è la differenza tra “femmina” e “donna” ?
Avrete notato che a donna viene associato “essere umano” mentre a femmina no. Quindi la donna ha un’anima, un’intellgenza… insomma tutto ciò che attiene all’essere umano, la femmina no.
Di “donna” parla esaurientemente l’etimologia. La donna è il termine femminile del maschile “domine” … è dunque la “signora” l’alter ego femminile del “signore”. La “femmina” no.
In questa differenza cova il femminidio. Sarò ridicola ma mi viene da chiedere:
“Perché l’uccisione di un uomo non si chiama “maschicidio”? Credo che solo in questo modo, sarebbe accettabile il termine “femminicidio”!
L’uomo, nel suo delirio omicida, uccide la femmina non la donna,  uccide perché non riconosce nell’essere a cui ha deciso di togliere la vita caratteristiche umane, sintetizzate dalla parola “libertà”, la stessa che vanta lui.
Dal suo punto di vista l’assassino, quando definisce il suo reato “femminicidio”, non sbaglia perché questo fa, uccide la femmina… ma noi, spettatori, inquirenti, forze dell’ordine, avvocati, giudici e chi più ne ha più ne metta, popolo civile del terzo millennio, sottoscrivendo l’uso di questo termine efferato, rinneghiamo tutto ciò che abbiamo sottolineato fin qui.
Chi viene uccisa è sempre una donna e non una sottospecie o solo un suo organo o solo la sua funzione. Nessuno potrà negare che chi uccide una donna perché si rifiuta di essere un oggetto, qualcosa che le appartenga, sta negando libertà di pensiero e di azione a quell’essere che considera sua proprietà.
Chi continua a parlare di “femminicidio” è un fiancheggiatore, un complice, uno che condivide il giudizio negativo dell’assassino, che è anche positivo se usato solo nei contesti  o negli ambiti deputati.
Questa parola, dunque, è sbagliata, è da cancellare. A me personalmente dà fastidio… ci avverto la stessa violenza che arma la mano assassina e contemporaneamente la mancanza di un riconoscimento di qualsiasi valore alla  “donna”
Non posso pensare che chi sia in grado di ragionare su questi presupposti avalli simile abbaglio letterario!
Per questo vorrei chiedere che venga abolita la parola “femminicidio” e utilizzato al suo posto un altro termine più giusto e rispettoso della dignità, facendo così salva  la inequivocabile caratteristica di “umanità” di ogni donna uccisa.
 
 

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento