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in archivio dal 21 giu 2017

Viola Corallo

24 gennaio 1990, Ferrara - Italia

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  • sabato alle ore 14:41
    CAPITA

     A volte capita 
    inconsapevolmente
    di deluderci da soli.
    Altre volte invece, 
    capita che ci sorprendiamo meravigliosamente 
    delle nostre qualità, 
    delle nostre capacità,
    della nostra bellezza.
    Anche se non capiamo 
    il come e il perché,
    l’importante è riscoprirci
    migliorandoci
    ! s e m p r e !

    *Buon e sereno Ferragosto a tutti, a presto* :)

     
  • 11 agosto alle ore 18:20
    ANCHE SE NON È NATALE

    Anche se non è Natale,
    il tuo cuore è di zucchero
    e pan pepato;
    voglio sapere chi sei tu
    che catturi coi tuoi mascheramenti
    i miei pensieri
    in questa arsura agostana.
    Tu, che accechi più del sole,
    ti intrappolerò
    tra trine d’organza
    e ragnatele,
    tra schizzi di nuvole
    e gocce di Luna,
    tra profumi di petali
    ed essenze soavi.
    Nel buio ti cerco,
    nella notte non ti trovo.
    Io, che mi ritrovo un cuore
    come un colabrodo
    dovrei odiarti, lo so,
    ma incespico il passo
    nel vento, perduta
    nei flutti di zucchero
    e pan pepato.

     
  • 08 agosto alle ore 16:12
    Ed è musica

    È la tua pella che cerco,
    nell’aria fresca di questa notte da baciare.
    Il frutto dolce delle tue labbra,
    da assaporare a piccoli morsi.

    Il tocco delle tue mani,
    che si stringono alla curva dei fianchi,
    e afferrano corpo e anima, in un sospiro.

    Nella penombra lente si muovono le mie dita,
    a disegnare il tuo profilo silenzioso.

    I grilli cantano alla luna,
    le stelle bambine giocano a rincorrersi
    nel blu infinito del cielo.

    Tace la città,
    si spengono le ultime luci.

    Solo i tuoi occhi, ora.
    E il tuo profumo che si fonde col mio.
    Ed è musica.

     
  • 01 agosto alle ore 10:41
    Sospiri

    Culla la brezza su
    petali bianchi
    il lago 
    specchia le foglie
    colorite le guance
    giovani
    Colorite di rosa soffuso 
    in attesa d'amore
    Tutto è immobile
    soffocato e soffice,
    solo la luce
    rivela i sospiri.

     
  • 27 luglio alle ore 8:33
    Spregiudicata

    Mi hai baciato perduto.
    Questa sera so 
    di whisky e di fumo,
    la macchia del mio rossetto
    colora il  bicchiere.
    Ti ho osservato le labbra.
    Senza accorgermene: le adoro.
    Ho  attraversato 
    il tuo sguardo
    e mi sono persa lontana
    vedendo annegare 
    le mie tristezze.

     
  • 27 luglio alle ore 8:31
    Un sorriso, ancora uno

    A piccoli passi,
    lungo i sentieri misteriosi del mio cuore,
    Cercami.
    Nei colori vivi di questa immensa tela,
    tra le linee discontinue del dipinto
    che narra la storia infinita dei miei sogni.
    Cercami.
    Danza con me su prati di luna.
    Languide stelle rischiarano l’aria di questa notte,
    disegnando un angolo di cielo in terra.
    Lascia che le mie labbra accarezzino le tue dita,
    come fa il vento, lieve, con le rose.
    Un sorriso, ancora uno,
    ed è già l’alba.

     
  • 26 luglio alle ore 12:09
    STANOTTE

    Stanotte
    ho vegliato
    la luna;

    Mi resisteva,
    immobile
    e vera.

    Stanotte
    avevo sete
    di sogni.

     
  • 22 luglio alle ore 14:52
    PER SEMPRE

    Ogni volta che me ne vado, vorrei subito tornare.
    Quando chiudo una porta, corro a socchiuderla.
    e quando dico MAI,nella mia testa, già  si affaccia un SEMPRE.
    Ogni volta che decido che una cosa non fa per me
    Sò nel mio cuore che niente
    e nessuno era più adatto a me
    Lotto continuamente con la tentazione di essere me stessa e
    il contrario di me stessa
    vivo inquieta
    sempre
    E sò di voler essere così
    Lucida e razionale un giorno,
    impulsiva come un bimbo il giorno dopo.
    Ogni volta penso che
    Vorrei non essere così ma lo sarò per
    SEMPRE

     
  • 22 luglio alle ore 14:51
    IMPAZZIRÒ

     Impazzirò cercandoti
    in ogni cosa del mondo che vedo
    e che non so spiegare. 
    Impazzirò sfiorandoti
    in ogni cosa del mondo
    che non so sfiorare.

     
  • Dove il mare taglia
    l’orizzonte in due
    sul nostro lungomare
    fontane d’acqua scintillante
    e ricami di fiori tropicali
    in aiuole
    Mi son vista proiettata
    indietro nel tempo
    - come in un sogno -
    e noi eravamo là mano nella mano
    a ridere senza motivo
    per un nonnulla, per la pasta scotta
    e il cocomero tagliato a spicchi,
    per la partita a scacchi rimpiazzata
    da una cameriera ballerina persa
    a tempo perso sotto di noi al bar;
    tu dicevi, “non ci sa fare”
    ed eravamo già via

    Tutto così pazzesco!
    Ma noi abbracciati
    addormentati assieme
    mezzo scoperti coi piedi fuori
    dalle lenzuola
    Sognavo di ricordare
    ogni particolare mio e tuo
    prima che il sogno spento
    per chissà quale dispetto
    del diavolo o del vino

    Tutto così pazzesco,
    sul serio mio amore
    Sognavo di sognarti a ogni ora
    nei miei sogni, per questo ancora
    non sveglio lo sguardo su te

     
  • 12 luglio alle ore 10:49
    C'eri tu

    Nell'acqua c'eri tu
    che ti specchiavi
    senza sapere il brivido
    che n'ebbe
    superato il sasso.Ti portò via, leggera,
    coi riflessi
    rubati al sole.
    E dietro
    l'ansa ripida di balza
    l'immagine disparve
    poi con l'onda.

    adesso l'acqua
    stagna
    tra la roccia
    specchiando solo
    nubi di bufera.

    M'appare
    senza sagome
    il tuo volto
    che pure un giorno
    c'era.

     
  • 11 luglio alle ore 9:22
    Desiderio

    Desiderio intenso 
    di sentire il sole sul mio corpo,
    la carezza leggera 
    della brezza marina 
    che mi scompiglia i capelli,
    l’odore di mare, 
    il contatto con la roccia bollente,
    il sapore di sale sulla pelle, 
    sulle labbra.
    Lo sguardo che abbraccia 
    la sfericità del cielo azzurro
    mentre la mente vaga 
    in spazi invisibili.

     
  • 08 luglio alle ore 19:33
    Immagini

    Percezioni, sorrisi, 
    di ieri e di oggi.
    Profumi di pelle, di labbra 
    insaziabili, avide, confuse, 
    impaurite, illuse, stordite, 
    silenti, chiuse.Sospiri, 
    emozioni, tensioni, 
    sogni di mondi incantati, 
    scoperti, 
    desiderati.

    Giochi possibili ed impossibili, 
    trastulli capricciosi per trovare 
    la chiave 
    ove La Fantasia non ha freni 
    bussando alla porta 
    del mio Cuore.

     
  • 07 luglio alle ore 12:27
    Sussurro del mare

    Estate è una luce
    che vibra nel sole
    è un suono
    che esalta il silenzio
    nulla è più dolce
    del sussurro del mare
    sublime melodia
    per il cuore che ascolta
    mentre l’orizzonte
    si spalanca
    l'infinito
    entra in me.
    E di quell'infinito
    sono allo stesso tempo
    figlia
    avvinta
    in un abbraccio
    senza più tempo
    né limite.

     
  • Quando il sole
    a picco cade giù
    nascosto
    dai monti
    argentei raggi di luna
    nel blu notte
    prendono posto
    riflettendosi
    sù uno specchio d'acqua,
    e in quell'esatto momento
    io penso a te,

    e nonostante
    ti creda lontano
    mi sei vicino.

    Più segreti
    si son fatti
    i trascorsi
    miei dì
    e così penso io
    al bellissimo amor mio
    forse dagli Dèi rapito.

    A breve le stelle
    brilleranno;
    devi però stare attento,
    attento
    ai loro grandi occhi
    come conchiglie,
    attento
    al loro udito più forte
    di quello di Nettuno.
    Amore, non ti lasciare
    ingannare
    dal murmure del mare…
    Vorrebbero rubarti
    il futuro,
    la lingua madre.

    Si lacera
    il mio cuore
    sapendo
    che l'amato amante
    lacerato è
    da un repentino lampo.
    Ma se destino è
    che debba venirti incontro
    sfidando degli Dèi l'ira
    non esiterò un istante,

    e ti salverò… sì, ti salverò
    dalla cattiveria
    che t'imprigiona
    e da te stesso anche
    con un ardente bacio.

     
  • 04 luglio alle ore 19:32
    Nelle sere d'estate

    E' caldo, tanto caldo
    il giallo dei campi trebbiati del grano
    è così dorato, così accogliente;
    una piccola brezza scuote
    le foglie dei gerani del mio balcone
    dorme la gatta, luccicano gli occhi del mio cane
    le campane suonano, è festa nella via
    mi stanno cercando, ma io vorrei volare
    da te, che sei lontano,
    forse in quegli anfratti bui
    che decanti nelle tue scritture,
    oppure, in quelle osterie dormienti
    dove la gente culmina nell'eccesso del bere
    e delle bestemmie leggere
    dove il sapore di menta esalta
    un calice magico che toglie il pensiero.
    Lingua di bacco, la nera tua poesia.
    Ora il giardino è illuminato dai lampioni
    un riccio passeggia leggero,
    ed i grilli iniziano il loro concerto: cri.. cri.. cri,
    le rane li accompagnano: cra.. cra.. cra.
    Un sospiro, un immediato pensiero
    quando la mamma mi raccontava la fiaba
    di cenerentola ed io l'ascoltavo rapita.

     
  • 27 giugno alle ore 13:49
    Luce e musica

    Passioni ed avversità 
    non saranno mai
    vergogna 
    nella mia anima 
    di fanciulla.Non chiedo e
    non prometto nulla,
    voglio essere 
    musica e luce, 
    luce e musica.

     
  • Da un po’ ha smesso di venir giù
    la pioggia, e la sera già si sta spiegando
    col suo impenetrabile sudario;
    nei cortili s’adagiano le ombre furtive,
    nascondono tombini, rivi d’acqua,
    canali di scolo e ogn’altra cosa.

    La città un labirinto di auto,
    e io parcheggiata in stazione
    aspetto in quiete inquieta
    il treno.

    Mi torna in mente l’età lieta
    di quand’eravamo poco più
    che bambini;
    tu per andare da tua nonna
    passavi in bici davanti alla rete
    del mio giardino ch’era
    quasi un tutt’uno
    con quello di edere e di ortiche
    in stazione, però mai curato
    da alcuno.
    Con me ti fermavi sempre a giocare,
    spesso erano capriole fra l’erba alta
    e risate di gioia a sfidare il cielo,
    altre volte però mi riempivi
    di buffetti sulle guance
    e di rabbiosi piccoli baci sulla nuda pancia;
    con voce rotta mi chiamavi
    più e più volte Respiro di Primavera,
    Respiro di Primavera…
    Quel tuo modo un po’ strano
    di volermi proteggere a tutti i costi,
    anche dal tuo amore, non lo so
    ancora dimenticare. Ma mio desio
    era sol quello di non farti andar mai via.

    Chissà, chissà dove sei adesso,
    chissà se in questo momento mi pensi un po’.

     
  • 27 giugno alle ore 13:17
    Questa sera

    Ho chiuso fuori tutti i pensieri,
    lascio che il vento li disperda
    come foglie e pioggia
    come polvere e tempo
    come giorni ed anni.
    Li porterà lontano.
    Voglio solo toccarti
    questa sera,
    voglio bere te
    come fa un fiore con la rugiada.
    Voglio le mie mani fuse
    sulla tua pelle,
    l’odore del tuo corpo
    nel mio respiro.

    Voglio stare in te,
    come non lo sono stata mai
    senza fiato
    su di te
    portandoti lontano.

    Destriero e Dea,
    stella e cielo,
    tempesta e quiete.
    Devi solo toccarmi
    questa sera,
    devi bere me
    come fa un fiore 
    con la rugiada,
    portami lontano
    questa sera.

     
  • Nelle pieghe sottili
    che le ombre lasciano
    tra casolari e viali
    c’è un cuore che batte,
    che ogni notte batte
    per te che non lo senti.
     
    Bianco di luna
    impresso di sospiri
    dei giorni sempre uguali
    sento voce
    di un cuore senza volto
    che batte per me.
     
    Voce che narra storie
    di fuoco e di lame
    per stupire gli occhi,
    gli occhi miei grandi
    di fanciulla
    che dialoga di notte
    con la luna pensando
    a te.

     
  • 25 giugno alle ore 13:50
    Un'altraEstate

    Si dipinge
    in profili lunghi d'ombra
    la dolcezza gioconda.Splende il sole
    giocando tra i tigli
    a fare rimpiattino
    mentre gracidano
    le rane in coro
    con i grilli.

    Un'altra estate
    fa capolino
    nell'ondeggiar dorato
    delle spighe.

    S'aprono i petali
    al profumar dei fiori
    avvinti insieme
    al loro cuor giallo.

     
  • 25 giugno alle ore 13:35
    Disegnami (4mani con Giuseppe Iannozzi)

    Con uno sguardo solamente
    disegnami dentro agl'occhi le parole,
    le parole che sempre in segreto ripeti
    e che dici e non dici.La mia anima di peccati nuda
    adesso che son qui al tuo cospetto
    come un bambola strapazzala,
    e bagnala di mai confessati pensieri
    dolci d'arrossire,
    ti trascinerò allora in un tango
    che mai hai osato immaginare.

    Disegnami sempre incessantemente.
    Non stancarti d'incidere
    il cuor trafitto da freccia sulla corteccia
    del nostro albero in cima alla collina.
    Disegnami tenera e bella,
    disegnami uguale a un sogno
    pura e nuda come le stelle
    che in cielo alte luccicano immensamente.
    Non stancarti mai di disegnare
    il mio volto e il mio sorriso, la preghiera
    che forte ti fa battere il cuore.

    Disegnami sempre incessantemente.
    Disegnami infinitamente,
    fammi capire
    che senza di me non sai vivere;
    e lasciami essere la stella
    che il tuo cielo accarezza
    regalandoti fiori e sorrisi.

    Adorami più che puoi e di più ancora.

    Disegnami perfetta,
    sarò così come tu mi hai immaginata
    senza trucco e senza inganno
    una bambina che sul tuo petto riposa.

     
  • 25 giugno alle ore 13:31
    Quest'attimo

    Respiro immobile quel silenzio 
    che nell’aria silenziosa,
    riempie i polmoni e 
    li costringe ad annusare.
     
    L‘odore del tiglio
    circola puntigliosamente
    fa in modo che tutt’intorno
    si riveli tremendamente fiabesco.
     
    Le rosse fragole si sposano 
    con le ciliegie dentro quel cesto.
    Il cocomero capeggia sul tavolo
    un pasto delizioso che soddisfa i sensi.
     
    In giardino le ortensie 
    s’intersecano tra loro 
    sino a creare uno strano labirinto,
    i gerani dormono beati.
     
    Laggiù l’altalena si muove
    avanti, indietro, avanti, indietro

    chiudo gli occhi mentre sdraiata
    prendo il sole.
     
    Non penso a nulla
    vivo 
    semplicemente 
    quest’attimo.

     
  •  Levata or ora dal sonno,
    perduta
    dentro ai miei pensieri
    che confini non hanno
    le labbra tue
    nervose di caffè
    con la mia bocca
    sfiorisco.
     
    Infiammate di sole le rose
    campeggiano dal balcone,
    mentr’io in quiete
    dal profumo
    nell’aria disperso
    spirito in me assorbo
    sciogliendo infine
    tra i tuoi baci le incertezze
    perché siano carezze,
    miele da suggere
    dai miei giovani seni.  
     
    Furtiva la tua intimità
    occhieggio;
    dallo sguardo tuo dolce
    illuminato in un furbo sorriso
    ai confini del sole infine
    nella tua interezza m’appari.
     
    Il nostro tempo
    com’è scritto scorrerà,
    spargendo semi d’amore
    e petali d’infinita dolcezza
    sovrastando
    dei mattini la trasparenza.
    Allora sì, la coppa degli Dèi
    d’ambrosia colma
    noi insieme la vuoteremo
    immersi in caldi bagni
    di lacrime giù dal Cielo.

     
  • 24 giugno alle ore 13:56
    Quando ti penso

    È di notte che ti penso
    quando il gufo gorgheggia
    quando il buio è oscuro;
    E' di giorno che ti penso
    quando la luce è radiosa
    e gli uccellini cantano.
    Mi fai avvertire
    con la carezza delle tue parole
    con il tuo brio
    che il giorno che riuscirò
    a darti un bacio
    lo farò da monellaccia
    ti saprò travolgere e
    sconvolgere.

     
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  • 10 agosto alle ore 22:27
    OCCHIO PER OCCHIO, MANO PER MANO

    Come comincia: Luca era mio, ora sta con Tamara.
    Lo voglio, mi vuole, però non deve avermi.
    Giovedì, tre del mattino.
    Sono sveglia come un grillo e il cervello, affamato di sonno, proietta densi spettri nel buio fitto che avvolge la stanza.
    Tamara, la ragazza che vive al piano di sopra, è rientrata incespicando, sfatta e ridacchiante, poco dopo la mezzanotte insieme a Luca, il suo ragazzo: da allora non sono più riuscita a chiudere occhio.
    L’anno scorso abbiamo frequentato lo stesso corso di Etica e le ho fatto ottenere un voto eccellente, ma ora- sarà il senso di colpa, sarà l’imbarazzo, saranno entrambe le cose quasi non riesce a guardarmi negli occhi.
    Però ho sentito mentre amoreggiavano.
    Alle cinque rinuncio definitivamente all’idea di dormire. Mi infilo un pullover e mi muovo in punta di piedi verso la cucina, che è in comune. Mi appollaio sul davanzale e guardo la città davanti a me. Una fioca luna sembra vigilare sui palazzi del quartiere. Poi nella calma assoluta dell’alba, un cane emette un grido. 
    Un attimo dopo sento lo strisciare di pantofole nel corridoio, la porta si apre e un fascio di luce mi acceca. "Spegnila", sibilo. 

    E’ Luca. Si scusa e spegne immediatamente la luce. Ammorbidisco il tono. "Non riesco a dormire", dico.
    Si versa un bicchiere d’acqua e si siede sul davanzale di fianco a me. E’ in boxer."Nemmeno io" risponde a bassa voce. Il suo torso di ragazzo mi attira, e la linea di peluria che prosegue oltre l’elastico dei boxer mi eccita all’istante. E’ bello Luca: grosse labbra screpolate, capelli nero vinile, e una carnagione bianca farinosa. Al punto che viene quasi voglia di soffiarla via.
    Si sistema dall’altro lato del davanzale. Il cane guaisce di nuovo, in lontananza.
    "La prima volta che l’ho sentito ho pensato che stessero uccidendo un bambino" dice.
    Sbuffo sentendolo pronunciare quelle parole: "la settimana scorsa, là fuori è stata stuprata una donna. I residenti hanno ignorato le sue grida d’aiuto, pensavano fosse un cane".
    Luca guarda in basso e fissa la piazza vuota, gli occhi grandi da bambino piccolo. 
    Devo fare uno sforzo per non allungarmi verso di lui e togliere con una carezza quell’inquietudine dal viso. Accavallando le gambe per crearmi una base d’appoggio, lascio che il pullover scenda lentamente verso il basso facendo intravvedere il mio corpo. Il pensiero che Luca possa guardarmi, odorarmi, allungare una mano e toccarmi mi scatena piccole scariche d’eccitazione. Accendo una sigaretta, tengo la punta verso l’alto e da sopra quel luccichio lo osservo, me lo gusto. Appoggiandomi al muro, raccolgo le ginocchia al petto. Mentre gli passa il fumo si sforza di mantenere il contatto visivo, di guardarmi negli occhi, ma non resiste e lo sguardo scivola in basso verso quel triangolo scintillante nell’annacquata luce della luna. Mi accorgo che cambia posizione, il petto si gonfia, si contrae e riesco quasi a sentire il battito del suo cuore.
    Restiamo seduti in quel silenzio carico di tensione, senza dire una parola, quindi lascio cadere le gambe per attirare il suo sguardo. Fissa a lungo e in modo ostinato combattendo con la coscienza.
    "Devo andare" dice serio e se ne va.Più tardi sobbalzo nel sonno, quando Tamara sbatte la porta uscendo per la lezione del mattino.
    Resto in ascolto: sento Luca annaspare fino al bagno, poi tornare a gettarsi pesantemente sul letto, infine il lieve oscillare del materasso. Salgo nella stanza di Tamara. Busso una sola volta ed entro. 
    Con un gesto repentino, furtivo, si alza fino a sedersi.
    Non dico una parola, mi limito ad avvicinarmi e scivolo sotto il rifugio offerto dalle coperte.
    "Non posso farlo", dice. "Lo voglio, ma…". 
    Mi tolgo il pullover."Non ti preoccupare,cerco solo un po’ di compagnia. Non dobbiamo nemmeno toccarci". Mi sdraio di nuovo e con un gesto gli indico di fare lo stesso.
    Spalla a spalla ci masturbiamo come due adolescenti a occhi spalancati.
    Luca geme fuori di sé, cerca di trattenersi per non venire rallentando il ritmo mentre accellero per mettermi pari. Raggiungiamo l’orgasmo assieme, i nostri corpi si contraggono verso l’alto e di lato, le anche si sfregano l’una contro l’altra, gli spasmi continuano anche dopo l’abbandono finale.
    Mi sollevo mentre lui mi guarda con occhi imploranti, desideroso di possedermi decentemente – ancora, ancora. indica il suo corpo che si solleva in modo regale.
    Una parte di me vorrebbe accondiscendere al bisogno espresso dal suo sguardo, un’altra e ancora affamata, non appagata, desidera essere soddisfatta.
    Ma sono già in ritardo per la lezione.
    Mi infilo il pullover ed esco dalla stanza.

     
  • 08 agosto alle ore 16:46
    Respiro profondamente.

    Come comincia: Il riposo non è inutilità, sedersi talvolta sull'erba
    In una giornata estiva ascoltando il mormorio dell'acqua,
    O guardando le nuvole che galleggiano attraverso il cielo,
    È forse un spreco di tempo?
     
    Le piccole perline di condensa sul piatto d'argento della torta gelato.
    I segni incisi su cosce nude dalle sedie di vimini all'aperto.
    Il metronomo sonnolento che vortica dal ventilatore a soffitto e la frescura del condizionatore.
    I raggi del sole che sembrano fiamme appena coperte dalle tende che rende il brillare di arancione in un breve secondo prima di rilasciarlo alla notte.
    Il cane pigro dorme con la testa in grembo.
    Le felci del portico.
    Ie ortensie blu.
    L'odore di mais fresco sulla griglia.
    La sensazione di una notte ancora calda.
    Lo schiaffo della vecchia porta schermata.
    Sabbia.
    Rose.
    Anguria.
    Estate.

    È una tale ironia che l'ora in cui celebriamo l'arrivo dell'estate è l'ora in cui iniziano il viaggio in inverno. I giorni si limitano da qui. A un tratto, questi pomeriggi estivi così amati hanno i loro secondi baciati dal sole, rasati dal tempo, ognuno crescendo più brevemente, infinitesimilmente, appena notato, finché non solleviamo i nostri volti a un cambiamento del vento e un incantesimo che trasforma l'acero Verdi a ruggine e margherita gialle all'oro. Di tutte le stagioni, l'estate sembra effimera. Come le meravigliose memorie di spiaggia che facciamo in questo momento, i bordi di ogni giorno d'estate si sente morbidamente sfocata, come le vecchie fotografie così tante di loro sono destinate a diventare.
    Quindi chiudo gli occhi. Respiro profondamente.
    E amore ogni giorno d'estate.

     
  • 03 agosto alle ore 16:13
    HELIOS 4Mani con GIUSEPPE IANNOZZI

    Come comincia: Mi siedo e guardo dalla finestra.
    Anche se la nostra terrazza è lussureggiante di fiori e arazzi, siamo sicuramente intrappolati dentro di noi. Già dall’alba la calura si spande sopra il giardino, sbianca i fiori, gli conferisce un colore, per così dire, appassito, e fa presto l’erba a perdere la sua freschezza quasi volesse diventare paglia. Soltanto una camera, di tanto in tanto, riceve un po’ d’ombra. Helios fa fin troppo bene il suo dovere, porta in alto il suo carro di fuoco e il cielo lo illumina e lo riscalda: forse non vede che l’azzurro è bucato, o forse gliene frega niente, perché siamo stati noi, noi uomini a rovinare tutto con l’inquinamento. Fa il suo lavoro Helios perché così gli è stato comandato da un’autorità che sta più in alto di lui. Da oriente a occidente si muove, spunta delle montagne i ghiacciai, e giorno dopo giorno prosciuga fiumi e torrenti. Si specchia Helios sul mare che subito si scalda ma troppo davvero; e si frangono le onde contro scogli e faraglioni, non è però felice il mare inquinato com’è, e agonizzano le tante creature marine che, forse, mai noi vedremo. È di un blu sporco il mare, di un blu che non è bello, che non è più quello che un Dio, o chi per esso, pensò all’inizio dei Tempi.
     
    Parole amare, quasi orwelliane, le ascoltiamo alla radio: il consiglio che da un po’ tutti ci viene dato è quello di non uscire nelle ore più calde del giorno. Avventurarsi fuori di casa non è facile per nessuno, nemmeno per i più giovani: il caldo sfianca, fa lacrimare gli occhi, e non basta tenere un passo misurato e calmo, e non sempre è possibile camminare riparati dall’ombra di qualche caseggiato e più di rado da quella di qualche macchia verde. Quel che ci resta è di spiare il mondo di fuori affacciandoci alla finestra, consolazione ben magra questa. Sono giorni torridi, roventi, che non lasciano respirare, sono giorni pazzi che ci conducono alla follia. Aspettare l’autunno, questa sembrerebbe la soluzione, avere una pazienza mica da ridere. E però tutte le stagioni, anche quelle che dovrebbero essere fresche, sono oramai bizzose: un giorno fa un caldo da morire, quello appresso invece ci investe con un freddo straordinario. Ecco, siamo noi testimoni di un mondo che, lentamente e in maniera inesorabile, sta andando a farsi benedire. Il domani è incerto e non solo sul piano climatico: i poveri diventano sempre più poveri per colpa di una società egoista all’ennesimo grado, l’etica e la cultura si perdono e nessuno se ne cura, e avanza solo chi non guarda in faccia nessuno, chi vende panacee e menzogne. 
    Un giorno ci affacceremo alla finestra e scopriremo un paesaggio triste, deserto, sbiadito, privo di quella sana lussuria che certi romanzi classici ci hanno insegnato ad amare. Un giorno spalancheremo le nostre finestre e ci sarà poco o niente da ammirare. L’estate non è più l’estate florida di un tempo che sembra lontano un’eternità, e nemmeno la primavera, l’autunno e l’inverno sono più quelli di una volta.  
    È tutto molto triste, è qualcosa che non può non deprimere chi ama la vita, o no?

     
  • 23 giugno alle ore 14:05
    Aspettando l'uccello a cantare

    Come comincia: Comincia spesso intorno alle due del mattino. Una canzone così lirica come qualsiasi angelo, scivola fuori dagli alberi quasi casualmente, come se il cantante non avesse idea di come è magico. È un canto di pura gioia, i suoi lillies e trilli sono come la risata attraverso l'oscurità. Spesso scivolo dalla biancheria fresca di aria condizionata e vado alla finestra della terrazza  per ascoltare, per stupirmi, per applaudire. Non ho idea di che tipo di uccello sia, o anche se qualcuno altro possa sentirlo. Forse canta solo per me, una creatura spettrale che visita una che sa è sveglia e ascolta.
    E naturalmente sono sveglia.
    Sto leggendo.
    Notti estive, quando l'aria è ancora come uno sguardo fisso e si siede pesante sul tetto della casa, spesso mi trovo a leggere. La pila di nuovi libri sul mio letto è una torre di tentazione che mi è impossibile resistere. Ci sono nuovi libri e alcuni vecchi che mi sono persa.Sto facendo la mia strada attraverso la pila come se fosse una scatola di cioccolatini preferiti, ognuno più delizioso dell'ultimo.
    In questi momenti difficili trovo che sto raggiungendo sia comfort che fuga. Forse.